302 CRONOLOGIA STORICA L* »tesso giorno, la camera dei comuni essendosi costituita in comitato di sussidii, Canning vi espose, che ad onta di talune apparenze poco favorevoli, era da sperarsi un miglioramento nelle finanze. Egli calcolò le esazioni del 1827 a cinquantaquattro milioni seicento mila lire, e le spese a cinquantasette milioni, quattrocento sessantaquat-tromille. Il deficit dovea essere coperto da altrettanti vi-glietti dello scacchiere. Ma, dietro l’aumento che ripigliava il commercio, Canning opinava, che quel deficit sarebbe minore di quello da lui calcolato. Terminando i conti, lesse un brano del discorso, pronunciato da Pitt nel 1792; poi, imitando il linguaggio di quel grande ministro, pitturò un quadro consolante degli spedienti di un paese, come quello il’Inghilterra; dichiarando alla fine che sua intenzione era di seguitare P esempio di tanto maestro. Agli 8, le due camere ricevettero un messaggio del re, relativo alle 6pese addizionali che potrebbero esser necessarie per la prolungazione del soggiorno nel Portogallo delle truppe inglesi. Dimostrarono i ministri che pei sussidi a quell’oggetto, segnata erast una somma di cinque-centomille lire come semplice voto di credito, e che usata non sarebbesi che sino all’ammontare del bisogno reale. Altre osservazioni fatte vennero contro la politica che diretto aveva la spedizione del Portogallo: replicarono i ministri che quelle truppe eransi spedite colà, non per sostenervi la datagli costituzione, nè per fargliela accettare, o per molestare la Spagna in cui dominavano i principi del despotismo; ma per difendere il più antico alleato della Inghilterra contro l’invasione da cui era minàcciato. La risposta all’ addrizzo venne dalla camera dei pari approvata a voti concordi; come pure nella altra de’ comuni, dopo una discussione alquanto agitata. Era corso voce che il ministero comperato avesse parecchi giornali; ed interpellato su ciò nella sessione degli 8, lord Dudley e Ward non isdegnò di rispondere con una formale mentita a quella falsa imputazione. 11 13,, la camera de’ pari tornò ancora sul bill de’ cereali. Il duca di Wellington dimostrò la sua condotta sa «Meli’affare : lo scopo della sua ammenda era stato quella Ai impedir« 1« frodi nella fissazione del prezzo de’ grani,