tribunale, duravano nella carica voi anno, e non dovevano essere parenti fra loro o col Doge, nel grado ancor più lontano. In seguito però fu sentita la necessità d’un altro potere che riscontrasse e spingesse, e fosse in pari tempo meno numeroso, più secreto e piìi pronto dello stesso Consiglio dei Dieci ; perlochè nel 1539 dai membri di questo temuto tribunale furono eletti per la prima volta, come autorità permanente, i tre Inquisitori di Stato. Le varie carte di questi due Consigli sono numerosissime e importantissime per gli studiosi di storia. Sullo scorcio del 1508 si trova per la prima volta il Consiglio dei Dieci in relazione alla storia inglese. Tra i favoriti di Enrico VII eravi un prete di Brescia, Don Pietro. Carmeliano, secretario latino del re. Ora, sperando di ottener soccorsi da Enrico contro la lega di Cambray, scrissero i Dieci ad un mercadante veneziano che risedeva in Londra, e parimenti al console Giustiniani, dando loro facoltà di promettere al Carmeliano, in cambio dei buoni uffici che volesse rendere alla Kepublica, un beneficio ecclesiastico a un suo nipote, che frequentava allora lo Studio di Padova. Il nome del Carmeliano non è ricordato da lord Verulam nella sua serie dei consiglieri confidenziali di Enrico VII, ma la sagacia conosciuta dei Dieci ben ci assicura che il secretano latino doveva godere quel credito eh’ essi gli attribuivano presso il suo reale signore. Negli Archivi degl’inquisitori il documento più antico ch’io abbia finora veduto relativamente all’ Inghilterra è una lettera dell’ambasciatore GirolamoLippomano, data il 6 Febbrajo 1587 da Madrid, nella quale dà notizia di una cospirazione ordita a fine di avvelenare la regina Elisabetta e bruciare nel Tamigi l’armata.