— 136 — die fosse ricevuto, come console inglese, un certo Hobson, chiamato da Evelyn un degno mercadante, nella cui casa, aveva mangiato dell’ eccellente selvaggina in tegame. La raccomandazione era fiancheggiata dai cinque Savi alla mercanzia, che reputavano sconveniente il difetto d’un cosiffatto ufficiale ; e, dopo molte difficoltà, Hobson fu riconosciuto. Tuttavolta dal 1653 al 1669 le Esposizioni Princìpi non fanno alcun cenno d’ affari maneggiati da negoziatori inglesi di qualunque sorta si siano ; benché durante questo intervallo di tempo, così Lenthell, presidente della Camera dei Comuni (Speaker), Come pure Oliviero Comwell e il figlio di lui inviassero alla Signoria alcune lettere, delle quali ai Erari si trovano ancora gli originali. Pare che gl’ interessi del commercio inglese fossero dinanzi al Senato patrocinati soltanto dai diplomatici inglesi. Neppure un’udienza fu dal Collegio accordata a verun console inglese prima del 1670, quando Giorgio Hailes, che teneva allor quell’ufficio, fu ammesso ad annunziare l'arrivo di Lord Fauconberg, ambasciatore straordinario di Carlo II (1). Appunto nella circostanza che il sopraddetto Hobson chiedeva d’ essere riconosciuto qual console, pare che l’attenzione della Signoria fosse per la prima volta fermata sul Consolato inglese. La vera causa della sua esitazione (1) E così appunto esser doveva, giusta 1’ etichetta diplomatica. Il Console, semplice agente di commercio, può avere frequente occasione di comunicare direttamente col Governo del paese nel quale egli dimora, quando nessun agente diplomatico della propria nazione sia accreditato presso il Governo stesso, o quando il detto agente diplomatico, per caso speciale, si trovi assente (Nota del conte Girolamo Dandolo).