DEI RE DI SVEZIA ' 489 dienza loro promessa, c invitava le truppe e gli abitami della città ad abbracciare la causa del re. Tosto quest’ultimi si misero del partito dei malcontenti, e così fecero gli abitanti dei vicini cantoni. Eransi chiuse le porte della fortezza, ma un ufficiale, lasciato a bella posta scappare, corse ad informare il principe Carlo di quanto era avvenuto. Il principe, che trovavasi allora a Carlscrona, lontana venti leghe da Christianstad, ebbe un plausibilissimo pretesto d’indurre gli ufficiali dei reggimenti vicini a raccogliersi e porsi sotto il suo comando per ¡spegnere una rivoluzione nascente. Ben presto comparve il principe alla testa di cinque reggimenti. Queste truppe ignorando i veri di lui disegni e le nuove di Stockolm, non fu difficile di ispirar loro sentimenti favorevoli alle sue vedute. Si sparse voce nell’ armata essere in pericolo la costituzione; formatasi nella ca- Ìiitale una cospirazione tendente a detronizzare il re e stali lire un governo aristocratico sotto la direzione della Russia. Questi rumori, cui era impossibile il contraddire , produssero sullo spirito dei soldati in particolare una profonda impressione. Il generale Rudbeck, che, giusta la sua missione,facea un giro in Scania, voleva visitare il luogo di Christianstad; egli non sì tosto intese la rivolta di Hellichius e le sue conseguenze, che ripigliò in fretta la via di Stockolm,ove giunse la notte del 16. All’indomane mattina, narrò i casi al comitato secreto, il quale ordinò si farebbe venire a Stockolm un battaglione di ciascuno dei reggimenti di Uplandia e di Sudermania; che si armerebbe la cittadinanza,e nella notte pattuglerebbe a cavallo; che s’investirebbe Cristianstad da due reggimenti di cavalleria, e che il senato, cui si farebbe partecipazione di tali misure mcrcò una deputazione, sarebbe incaricato di mandarle ad esecuzione. . Il sinato invitò il re a non uscire dalla capitale, e dispacciò un corriere adiognuno dei principi di lui fratelli per richiamarli a ritornar sull’istante. Allorché il generale Rudbeck ragguagliò il re della rivolta di Hellichius,il principe lo abbracciò, lo chiamò pel suo migliore amico,e gli parlò con tanto calore delle obbligazioni che gli doveva lo stato, che il vecchio militare si ritirò convinto della falsità della congiura di cui Gustavo era caduto in sospetto. P.' III.1 T.® IV.° 3i *