CRONOLOGIA STORICA Il direttorio esecutivo, crede dei progetti della convenzione, godette di veder giungere nel 1796 nuell’istante desiderato. II generai Bonapartc, vincitore- degli Austriaci, ricevette ordine d’invadere gli stati dellaS. Sede. Pio VI si affrettò a prevenire il colpo: incaricando a trattare col vincitore il cavaliere Azara. ambasciatore di Spagna. Si concluse nel luglio 1796 in Milano tra Azara e Napoleone una tregua, che costò al S. Padre le due legazioni di Bologna e Ferrara, parte della Bomagna, e una somma di quindici milioni, non che i più bei quadri e statue del Museo; e con posteriore negoziazione,intavolata il 9 settembre successivo in Firenze, pretendeva il direttorio che il papa» sconfessasse, rivocasse ed annullasse ogni bolla, rescritto, breve, mandamento apostolico, lettere circolari od altro, non che monitorii, istruzioni pastorali, e generalmente ogni scritto cd atto emanato dall’autorità della S. Sede e qualunque autorità da essa dipendente, che fossero relativi agli affari di Francia dal 1789 sino al sudetto giorno». Il papa rigettò per altro tale proposta sdegnosamente, e non ebbe verun effetto. Il trattato di Tolentino,che seguì alla tregua di Milano e fu conchiuso il 19 febbraro 1797 tra Bonaparte ed il cardinale Mat'^i, arcivescovo di Ferrara (1), portò la desolazione, la miseria e il disordine nella città di Roma. Pio VI diè fondo al tesoro del castel S. Angelo, e si privò di quanto egli possedeva di più prezioso per pagare la contribuzione di trent’ uno milioni, a prezzo della quale avea comperato la pace, non compresa la cessione dei capo d’opera ai pittura c scultura che ornavano la città eterna, la sottrazione della Romagna all’ obbedienza pontificia ec. Al suo esempio i principi romani si sottomisero ai maggiori sacrifizi,offrendo l’oro, l’argenteria,i cavalline carrozze c quanto era destinato ai piaceri del lusso. Ben presto si dovette ricorrere al vano espediente della carta monetata: tutto ciò non bastava^ il direttorio pressava con eccessivo rigore pel paga- (1) Per 1’ art. VI di quel traltato.il papa rinunciava puramente c ira-plicemente a tutti i diritti ch'egli potea vantare sulle città e territorio d’Avignone, il Contado Venosino e sue dipendenze. Il quale trattato fu ratificato dal papa il q3 febbraro, 4 giorni dopo la segnatura. V. la Raccolta dì Mar-icm. Gottinga 1800, VI, 64.