33o CRONOLOGIA STORICA a ristabilire qualche ordine in quella parte importante della pubblica amministrazione. La pace di Firenze consolidò l’armistizio di Marengo. Comparve in Napoli Murat,e vi ebbe la più favorevole accoglienza. La parte orientale del regno era occupata da una armata francese ; e 1’ un dopo l’altro parecchi ambasciatori francesi tennero residenza presso la corte; tra Parigi e Na- Ìioli sembrava regnasse la maggiore armonia; il governo ranccse ritirò pure i suoi eserciti dagli stati di Ferdinando IV; ma un viaggio fatto dalla regina a Vienna la fè cangiar di politica: ella Ìntrò in una nuova alleanza formatasi'con-tra Francia; e il conquistatore, che regnava sotto il nome d'imperatore, dichiarò guerra al re di Napoli, annunciando che la dinastia dei Borboni avea cessato di regnare. E non andò guari che comparve davanti Napoli un’ armata sotto gli ordini di Giuseppe Bonaparte; ed essendo la corte partita per la Sicilia, il nemico non trovò ostacoli, e senza fatiche o combattimenti s’impadronì della capitale. Il principe ereditario erasi ritirato nella Calabria alla testa dell'esercito napoletano, ma battuto a Campotenese dopo aver opposta vigorosa resistenza ai generali Duhesme e Regnier in parecchi fatti importagli, dovette imbarcarsi per la Sicilia ed abbandonar la Calabria ai vincitori. Giuseppe Bonaparte, dopo aver dato nuove leggi ed istituzioni ai Napoletani, fece un giro per le provincie interne del regno, onde conoscerne lo spirito e provvedere ai Bisogni, e mentre trovavasi nel fondo della Calabria ricevette l’anno 1806 il senatusconsulto dell’impero che lo nominava a re di Napoli e di Sicilia. Per altro Gaeta era ancora in potere di Ferdinando IV, ed opponeva la più robusta resistenza agli sforzi degli assedianti. Marciò il maresciallo Masscna alla testa del fiore della sua armata per costringere alla resa quell’ indomabile baluardo; ed essa da ogni parte stretta dovette finalmente cedere alla necessità; 8,ooo uomini della sua guarnigione deposero le armi e si ritirarono in Sicilia. La quale importante conquista consolidò la potenza del nuovo re, che per un qualche istante avea temuto scender dal trono colla stessa prontezza con cui vi era salito. Non altro rimaneva che assoggettar la Calabria. Masscna volò a quel novello conquisto, ed ebbe bisogno di