DEI PAPI 281 mento tirila somma convenuta. In tale stalo ili sciagure, il popolo mormorava: rapidi « spaventevoli avvanzamenti facevano i principi! rivoluzionar» ; esaltavansi le teste,e tutto presagiva le più tremende disgrazie. Il governo pontificio, debole in ogni tempo, lo preva maegiormente in tali difficili congiunture. \ eniva accusato di aver permesso il pas-saggio alla cavalleria napoletana,che si dirigeva verso Milano per soccorrere 1* Austria: gli ti ascriveva a delitto di prender misure per assicurare la tranquilliti e reprimere la malevolenza; ma non erano che pretesti per inquietare il papa, aspettando l'occasione di nuocergli. La «uale sospitata occasione fu offerta dalla morte del generale Duphot, -ucciso a lato di Giuseppe Bonaparte, ambasciatore di Francia, il 17 decembre 1797 (1 e a). Il cardinale Doria indarno fece scuse verso l'ambasciatore, che se ne luggi a Firenze per garantire i suoi giorni ; scrisse invano al marchese Massimi, rappresentante del papa presso il direttorio, per tentare di stornar la procella, una lettera concepita nc’ter- 111 ini più sommessi: Voi conoscete, gli dicea egli, l'estensione dei nostri sentimenti di amicizia per la repubblica francese, non che l'interesse che noi tutti ed io in parti« colare prendiamo a tutto ciò che la riguarda, non che a tutto ciò che concerne il cittadino ministro Bonaparte, uomo per ogni titolo rispettabile .... A lui stesso pienamente mi rapporto per farvi istruire da lui dell'avvenuto e delle circostanze che lo accompagnarono;e sono talmente convinto della sua probità e veracità.da non poter io dubitare menomamente oi quanto egli esporrà al direttorio. Scopo della mia lettera <• di fare che vi presentiate al direttorio per esprimergli che il santo padre i penetrato della più viva alili* zione per l’accaduto, non possibile a prevedersi o prevenirsi. Nò dovete limitarvi ad offrire una soddisfazione per tale accidente, per cui il santo padre e noi siamo inconsolabili; ma piuttosto pregare il direttorio a chiedere quale soddisfazione più gli piaccia; e il chiederla e l’ottenerla (t) Da aironi ktìMotì «iene chiamalo buffati*. Se gli mero magnifici funerali il al frbbraro 1798, e dal profeaiore di eUxjuenxa il p. Gagliufli »flint pronunciata la sua orazione funebre. (a) Memoriale Ji S. FJrna dii conte Ul-Cuo, T. IV. p.* ni.' t.* iv.* 18’