DE' RE DI NAPOLI E DI SICILIA 325 del vincitore, nè avrebbe costato tante lagrime la gran giornata della ristaurazione. Tosto che entrarono nella capitale le milizie regie, si videro circondate dall’immensa massa della popolazione.Si unirono ai realisti i Lazzaroni, e sarebbe malagevole dipingere tutte le atrocità che segnalarono le giornate nelle quali si fece l’assedio delle fortezze. Chiunque era stato patriota, chiunque sospetto di aver preso parte alla rivoluzione, cadde sotto il ferro degli assassini: ricchi, poveri, donne, fanciulli, vecchi,senza veruna distinzione di sesso, età, condir zione o grado. Roghi innalzavansi nelle pubbliche piazze, c su essi gettavansi le vittime ancor palpitanti: dopo aver fatto loro soffrire tutti i supplizii, li si tormentavano con lenta agonìa, e scorreva il sangue in ogni via: le grida dei moribondi e il furore dei carnefici imprimevano un muto terrore, e regnava dovunque orrore, spavento e desolazione. Il Cardinal Ruffo, testimonio di quelle scene orribili, nulla fece per arrestarne il corso; la sola capitolazione potea porvi un termine; alla fine venne essa segnata, e si credette aver raggiunto la fine di tante sciagure. Quell’atto, che porta la data della fine di giugno, dovea essere il pegno di ritorno ad un miglior ordine di cose. Dopo quella capitolazione,il Castel Nuovo e il Castel-* lo dell’Ovo doveano venir rimessi al comandante delle truppe di S. M. il re delle Due Sicilie e suoi alleati, il re d’Inghilterra, l’imperatore di tutte le Russie e la Porta Ottomana,con tutte le munizioni da guerra e da bocca, l’artiglieria e gli effetti di ogni specie esistenti nei magazzini. Se ne dovea fare inventario dai respettivi commissarii, dopa segnata la capitolazione. Le truppe componenti la guarnigione doveano rimanere nei forti, sino che fossero pronti alla vela i legni destinati a condurre a Tolone coloro che colà volessero arrecarsi. Le guarnigioni doveano uscire cogli onori di guerra, armi,bagagli,tamburo battente, miccie accese,bandiere spiegate, e ognuna con due pezzi di cannone. Doveano poi deporre le armi sulla spiaggia. Rispettate e garantite le persone e le proprietà, tanto mobili quanto immobili;in facoltà tutti gl’individui napoletani o di imbqrcarsi sopra legni parlamentarti da darsi loro