238 CRONOLOGIA STORICA genza, e nominato a comandante di tutte le truppe austriache nel gran ducato , mercé gli ordini portati dalle sue istruzioni di organizzare, reclutare ed armare gl’insorti, poneva zelo instancabile neiradempiere la sua missione,fomentando le inquietudini e favorendo gli attruppamenti. Del resto nell'incertezza sì della pace e sì della guerra, ed a malgrado i moti della Toscana e le misure dell'Austria, noti cessavano di avere il loro effetto i trattati sussistenti, ma precisamente nell’istante in cui il generai Pino lasciava la linea del Rubicone per unirsi all'armata della Cisalpina in Bologna, sollcvaronsi in massa gli abitanti di Arezzo, e quelli di alcune montagne vicine unironsi per via ad alcune truppe irregolari raccolte nella Toscana e nel Ferrarese. Le quali ciurme indisciplinate erano esaltate dall'odio contra i repubblicani ; disconobbero quindi la voce dei loro capi, passarono la frontiera, e si fecero vedere dall'eminenze che separano la Toscana dal Bolognese e Modenese.La Romagna fu invasa, e gl’insorgenti si diedero a tutti gli eccessi. 11 generai Pino marciò tosto a tener loro fronte,e li raggiunse a Faenza, ov’eransi accantonati; ma vedute, le sue forze, sgombrarono immediatamente dalle piazze e si ritirarono divisi in tre lince verso Ferrara ed Arezzo. Allora anche le truppe francesi si divisero in tre colonne, e diedero, la caccia ai tre corpi nemici. Quella clic si volgeva per Ferrara passar fece a til di spada la più parte scontrata colle armi in mano presso Lugo,c pose il rimanente allo sbaraglio. La seconda colonua, giunta che fu a Ravenna, trovò il nemico disposto a difendersi; la resistenza non fu però che di uu solo istaute, ed essendo la città stata presa per assalto, si misero a morte tutti quelli che si trovarono colle armi alle mani. Il corpo finalmente clic faceva la sua ritirata verso Arezzo, raggiunto c sorpreso nella sua marcia, incontrò lo stesso destino. La maggior parte dei sollevati aveano pagato colla vita la loro audacia. La rivolta per altro polca perdurare, e perdurò in fatto. Benché Sommariva non avesse voluto far mostra di proteggere le operazioni irregolari di quegli alpigiani, ben si arguiva che ai suoi occhi i loro attruppamenti erano uu focolare riservato per ricominciare le ostilità alla prima occasione favorevole. D'altronde,dopo la capitolazione