34« CÜOiNOLOGIA SIQUICA tempo stesso la prevengo che essendo già terminata la spe-. dizione, V. E. può passare ad adempiere le commissioni della religione: ma se,senza pregiudicar loro, potessero le galere rimanere il resto della state stille nostre spiaggia ed isole in crociera, a sua volontà, contra gli Algerini, tale crociera sarebbe infinitamente aggradevole a Sua Maestà. Dio abbia S. E. nella sua santa e degna custodia ... 3 agosto 1784 ••• , Valdes » Nel 1786, il gran-mastro si applicò alla pubblica istruzione, e supplì gi mezzi che si erano presi per l’educazione della gioventù all’epoca della soppressione dei gesuiti.Egli istituì un nuovo collegio, accrebbe il numero dei professori, e s’incaricò delle spese del mantenimento. Nel suo palazzo formò una ben scelta biblioteca, a cui ognuno potea aver ingresso. Procurò ispirare il gusto per le scienze,coltivandole egli stesso: costruì un osservatorio sulla torre del palazzo,e lo fornì abbondantemente dei necessari! stranienti. 11 cavaliere d’ Angost, rinomato per le sue cognizioni astronomiche, fu incaricato della direzione dei lavori e della sorveglianza delle osservazioni. Mille circostanze riunite promettevano l’esito più felice, ma la folgore distrusse in un momento così belle speranze. L’osservatorio, gli stranienti ed i libri rimasero incendiati, nè i tempi più permisero repristinarli. Nel 1788 la quistione tra il cavaliere di Loras c il commendatore Dolomieu terminò di compromettere reciprocamente in forma disgustevol? le corti di Roma, di Napoli e di Malta. Il commendatore Dolomieu spiacque alla corte di Napoli, e ad istigazione del suo avversario fu esiliato dal regno delle Due Sicilie. Nel suo ritorno a Malta provò una seconda disgrazia, ch’era conseguenza delia prima; fu pri-r vato del suo posto di rappresentante nel consiglio superiore dell’ordine. Egli appellò da questo decreto alla Rota ro-manq, come al tribunale supremo a cui ricorrevano i giu-dizii dell’ordine. La Rota assolse il commendatore,motivando la-sua decisione come segue: n Perchè la causa della proscrizione del commendatore Dolomieu è nascosta e non sembra criminosa ». La corte di-Napoli se ne offese,e, solita a non aver più riguardi nelle sue relazioni col sovrano pou-