i6G CRONOLOGIA STORICA membranza dell’onorevole vantaggio da lui goduto di alloggiare nel suo palazzo Pio VI dal 22 marzo al 23 aprile 1782, coniar fece una medaglia. Era il pontefice sul suo partire, quando l’imperatore gli fece presentare co} mezzo del suo vice-cancelliere, il principe di Colloredo, un diploma di principe dell’ impero a favore di suo nipote Luigi Braschi Onesti. Del qual onore sensibile il papa, si recò sull’istante al gabinetto di S. M.,e dopo averne ringraziato l’imperatore, lo pregò di voler aggiungere una nupva grazia a quella accordatagli} dal dispensarlo cioè di tener quel diploma; e di tal sua condotta addusse ragioni cosi magnanime, che l’imperatore, non che offendersene, non fece che raddoppiar la sua stima pel disinteresse e la precauzione del pontefice, che rientrò nella sua capitale il i3 giugno, dopo avere attraversata come in trionfo parte dell’Alema-gna e dello stato veneto. Nel 1783 l’imperatore fece il suo viaggio a Roma; le conferenze da lui avute con Pio VI sembrarono finalmente mutar qualche cosa le sue disposizioni: Amo la persona^di Pio VI1 dicca egli; è un uomo buonissimo, e non manca neppure di spirito , ma non sa che i tempi sono cambiati .... Egli cedette in alcuni punti,e volle anche accettare l’indulto per la nomina all arcivescovato di Milano. Ma ben presto opfcrò nuove riforme, e rinnovò le sue brighe. Più dopo,quando i torbidi del Brabante, suscitati da secreti maneggi, calmarono l’ardente testa di Giuseppe, questi non ¡sdegnò di rivolgersi al S. Padre per indurlo ad interporre la sua autorità presso i vescovi belgi e ricondurli alla sommissione; ma è falso aver egli amaramente, compianta la fatale sua- facilità nel-seguire perniciosi consigli e darsi in preda ad idee chimeriche di riforme di disciplina e restaurare i principii della chiesa primitiva, in mezzo alle prevaricazioni dei tempi moderni,che lo aveano trascinato d’invasione in invasione ad estremità dolorose, e che lo avrebbero condotto a rompere l’unità, se il cavaliere Azara, in cui riponeva la maggior confidenza, non gli avesse fatte le più salutari rimostranze. Nel primo colloquio eh’essi ebbero insieme gli disse: n Non è ancora divenuta indispensabile una scissura, e che lo strepito eli’essa andava a provocare polca avere conseguenze funeste per lo stesso imperatore. Se