s?8 CRONOLOGIA STORICA che gli aveauo inviata i vescovi francesi rifuggiati in Inghilterra, come scrisse ai prelati del Belgio per congratularsi della loro fermezza, e finalmente tuono con forza contra la condotta dei preti ui Roma che aveano prestato giuramento alla repubblica organizzata nella loro patria. Non avea al suo seguito ehe due prelati romani, il suo medico e due altri impiegati della sua casa. Il i5 luglio lo si fece partir da Firenze per stanziare di nuovo a Siena, ove lo si lasciò in pace pel corso di sei mesi. Ma nel 27 marzo 1799 fu subitaneamente levato di là per essere trasferito in Francia sotto scorta di trecento soldati. Il gran duca avea dichiarato di non voler prendere veruna parte in quell’ atto di violenza. Le negoziazioni intavolate a Radstatt, dietro i preliminari di Leoben, non erano straniere alle cose d'Italia; ma esse trattative fallirono tanto per le incongruenze del direttorio francese quanto per la malafede del gabinetto di S. James. Pitt, sempre avverso alla Francia, studiavasi di rin-novellar la crociata contra i repubblicani,che a dir vero formavano la sciagura della loro patria e dell'Europa. Non vedendosi egli secondato dalle principali potenze del continente, divisò almeno di armare un’altra volta i sovrani della penisola di qua deU'Alpi;c il re delle due Sicilie, ricondotto nella sua capitale dal generale austriaco Mack, divenne il capo di quella lega secondaria ; promettendo le altre potenze italiane di ben presto a lui unirsi. Quanto al gran duca di Toscana,ci tenevasi in guardia contra le oiTcrte e l'eloquenza degl'inviati d'Inghilterra. Speravasi di ottenere da lui che, nell'atto di fingere rimanersi neutro nella quistione, lasciasse che l'ammiraglio Nel* son occupasse il porto di Livorno, accagiouaudo di tale occupazione una forza superiore. Il 1% novembre 1798 venne dal gran duca pubblicata una proclamazione assai misurata, in cui dicea i preparativi di guerra che facevansi negli stati limitrofi e 1 aspetto loro minaccievolc obbligarlo assolutamente a prender misure per la difesa comune; non armerebbe però egli per attaccare qual siasi delle potenze belligeranti, ma col solo fine di mantenere quella leale neutralità cui era stato cosi l'ostaniciueutc aderente; essere importante guarentire la