DLLLA TOSCANA Toscana dalle invasioni dei malintenzionati che cercassero introdursi in qualche parte del gran ducato per intorbidare l’ordine pubblico; comparirebbe immediatamente un editto per l’aumento delle truppe di linea,non che un regolamento per la formazione dei vani corpi di volontarii nelle città, terre e borghi. Con una seconda dichiarazione Ferdinando provocava, con appello fatto a tutti i proprietarii di benifondi, l’arro-lameuto dei coloni per completare i battaglioni dei aspettivi loro cantoni, ed invitava al tempo stesso que’ proprietarii a risarcire quella gente per l’abbandono dei loro lavori. Doversi tanto più, diceva il granduca, affrettarsi a formare un corpo per la difesa delle città,borgate e villaggi, quanto che il governo si obbligava già a iornirne le armi necessarie. Il 28 si presentò davanti Livorno una (lotta inglese ; e partecipò il comandante che sbarcherebbero 6,000 uomini di truppe napoletane, minacciando di usar la forza in caso di resistenza. Fu prima cura del governatore della città di prendere le necessarie misure per assicurare la tranquillità e sicurezza pubblica. Convocò egli i magistrati,lo stato maggiore della piazza e una deputazione di negozianti, i quali si convinsero non poter farsi a meno di ammettere e trattare colle truppe. Per conseguenza i due ministri del re di Napoli e d’Inghilterra rimisero al governatore una scritta in forma di capitolazione.con cui garantivasi l’integrità dei diritti del gran duca : salve le proprietà e i privilegi del porto neutro; e nessun atto di ostilità,ove ciò non fosse per necessità assoluta e per propria difesa, verrebbe usato. Si vide per altro ben tosto pretender Naselli, luogotenente generale napoletano, di esercitare le funzioni di polizia, pessundando gli stranieri che, secondo lui. non aveano titoli per rimanersi a Livorno; e non solo esiliava repubblicani ma anche sudditi toscani, arrestar facendo i corrieri alle porte della città, e impadronirsi delle lettere di cui erano portatori. Anche nell’ interno del porto, ove trovavansi parecchi corsari francesi, praticavasi ogni genere di pretensioni e violenze; e allora la Toscana ebbe ad accorgersi di tutto il pericolo cui l'avea tratta la sua debolezza, uè teme a meno che