DE’RE DI NAPOLI L DI SICILIA loro accanita opposizione, e nel 21 mi recai io stesso alla punta dell’arsenale, ove sbarcando col capitano Ilope e le nostre genti, cercammo furtivamente della famiglia regia e del suo piccolo seguito per condurli a bordo di tre barche appositamente, e verniero posti sani e salvi sul mio proprio vascello il Vendicatore. Non mettemmo però alla vela se non il 23 del mese alle sette della sera, il Vendicatore, il Sancito e l’Archimede di couserva con venti legni mercantili di trasporto. Il giorno dopo della nostra partenza dalla baia di Napoli, fummo colti dalla più tremenda burrasca di’ io avessi mai iiicontrato in mare, e V. S. può calcolare quanto io abbia sofferto in tale occasione,pensando al prezioso deposito a me affidato. » Non si ponno mai fare elogi abbastanza alla ferma condotta della famiglia regia.Durante il pericolo non ¡scappò dalle loro labbra una parola di spavento, nè un lagno, e si può ben imaginare quale stato di abbattimento essa dovette provare per le inquietudini cui da tanto tempo era in preda; ma nè l’attuale pericolo nè le scosse fisiche e morali da essa provate, non le ispirarono il più piccolo mormorare. Per altro succumbette a questa tremenda prova un membro di quell’augusta famiglia, il principe Alberto,il più giovine dei figli delle loro maestà. Nel giorno 25, dopo fatto il suo asciolvere, S. A. R. cadde improvisamente, ammalato e spirò nella sera stessa, alle ore sette nelle braccia di lady Hamilton. Descrivere non posso la commovente bontà, la tenerezza eccessiva e la dolorosa simpatia della moglie del nostro ambasciatore per gl’illustri sfortunati cui era stata chiamata a confortare; una schiava non presta cure così servili. Ella vegliava accanto i lor letti, e nessuno, tranne un solo domestico si avvicinò durante tutta la traversata a’reali di Napoli. Il 25, a tre ore dopo il mezzodì,trovandoci a vista di Palermo, inalberammo lo stendardo regio delle Due Sicilie sull’albero di maistra, c alle due dell indomani mattina avevamo ancorato in rada. Alle cinque S. M. la regina insistette di esser posta a terra, lacerata dal dolore del figlio perduto e volendo sottrarsi alla pubblica vista. Io ve l’accompagnai. Alle 9 sbarcò pure il re, e fu salutato da tutte le classi del popolo con mille ripetute grida di Viva il re! viva Ferdinando ! Nè si