CRONOLOGIA STORICA instancabili e ben disciplinati, che potcano opporre dell« barriere ai progressi dei realisti. Ma a qual prò il coraggio di forze disperse che non aveano un centro comune? che cosa far potevano masse isolate le cui operazioni non erano mai combinate, i cui movimenti erano sovente contrari, tutti tendenti allo stesso scopo si ma per vie sempre opposte, che marciavano senza guida c senza capo, e che non aveano neppure comunicazione tra loro ! A que’ prodi, cui una causa migliore avrebbe fatti così degni della riconoscenza della patria, mancavano buoni piani,i quali preparano l’esito, non che la direzione felice che lo assicura. Nella Calabria il Cardinal Ruffo volava d’uno in altro trionfo. Era essa come sua patria, attese le proprietà familiari ch’ivi possedeva. Vi era venuto quasi che solo dalla Sicilia, ove avea accompagnato il re nella sua fuga.Determinato di tentare la grand’opera della ristorazione, si pose colla spada in una mano e nell’altra il crocefisso alla testa di coloro che al pari di lui non vedevano nelle nuove istituzioni che il rovesciamento delle leggi divine ed umane. Alla voce del principe ecclesiastico tutti i proscritti eh’ e-ransi rifuggiati nella Calabria, tutti i malcontenti che vi aveano cercato un asilo, si sollevarono e presero l’armi. Ogni giorno accrescevasi il partito del re. Gli uni erano animati dal fanatismo e dalla superstizione; altri eccitati dall’esca del saccheggio;e tutti più o meno guidati dall’ambizione, dall’odio o dalla vendetta. Il prelato, prima di abbandonarsi ad intraprese avventate, cominciò dal conciliarsi gli animi per cattivarsi i cuori. Onori, dignità, ricompense, ogni cosa pose in opera; promise tutto che potea lusingar 1 ambizione, tutto che potea soddisfare la sete dell’oro , e ben presto si vide il capo di un’armata. Quando si credette forte abbastanza per misurarsi coi repubblicani, li attaccò, li vinse, e dopo riportati contrassi grandi vantaggi s’impadronì di Monte-Leone e di Catanzaro; cadde in potere di lui Cosenza, ad onta della più vigorosa opposizione, e si vide padrone di tutta Calabria. ^ olle poscia penetrar nella Puglia. Altamura gli era di ostacolo al passaggio, e quindi la strinse d’assedio,ma benché essa mancasse di munizioni, fece la più ostinata resistenza, nè cadde in potere del cardinale se non dopo esaurita ogni