CRONOLOGIA STORICA potrebbe manifestare maggior gioia di quella dimostrata dai buoni abitanti di Palermo in quella così solenne occasione ». La gioia c i trasporti di allegrezza che qui dipinge l’ammiraglio Nelson, nulla aveano in sè di finto o simulato. Tanto è degno oggetto di tenerezza c di venerazione un re caro a’suoi sudditi, e scampato per così dire da un naufragio! Che un tiranno come Cromwel, o i suoi seguaci e modelli , faccia poco caso delle acclamazioni della turba, osservando che meglio amerebbesi vederlo trarre al supplicio che non marciare colla pompa di un trionfo, è questo un ben naturale ritorno in sè medesimo, ed un’intima ed energica giustizia; ma Ferdinando o qualunque altro dei Bor-boni ha ben ragione di credere che le effusioni spontanee d’interessamento e di entusiasmo,che trovava nel suo passaggio, fossero sincere e leali: almeno non vi ha alcuna parte il timore; ed è perciò che vi sono più sensibili i principi buoni, testimonio Enrico IV,reduce frettolosamente al parlamento di Parigi per rivocare un editto oneroso, poiché, diss’cgli accennando la turba, essa non mi accolse in quel giorno collo stesso entusiasmo com’era solita. Trovino pure di che ridire alcuni scrittori pieni di fiele, alcuni nemici del trono e della monarchia, su tutto ciò che accadde allora in Sicilia, ove la nobiltà ci negozianti, che non aveano sin allora ospitato presso di sè il loro sovrano, fecero inaudite spese e quasi al disopra delle lor forze, per mostrare la piena del loro attaccamento al principe; è facile a spiegarsi: coloro si offuscano per tutto ciò eh’è legittimo, ed è oggetto dei loro elogi tutto ciò eh’è usurpazione, ladroneccio e rapina. A Palermo si dimenticarono per alcuni giorni le sciagure della metropoli del regno, col festeggiare la presenza del monarca c dell’ augusta sua sposa; ma in mezzo a quella ebbrezza generale vani sforzi facevano il re e la regina per dissimulare il dolore profondo che li laceravano. Ma ritorniamo alla capitale delle Due Sicilie, e vediamo ciò che vi succede in assenza del capo dello Stato. Subito dopo la partenza della corte, Napoli adottò il governo municipale. Si formò una guardia nazionale pel mantenimento del buon ordine ; riconobbe il popolo l’autorità civica,e tutto pareva tranquillo; ma la calma fu di bre-