208 CRONOLOGIA STORICA tivo che iacea valere con più forza era l'interesse del cristianesimo e l1 amor della pace. Sugli esordi dell’anno 1774, il rapa provò sensibile alterazione nella sua salute,e sentii primi attacchi del male che dovea condurlo al sepolcro. Non rimise però nulla del suo ardore pel lavoro. Il 12 maggio pubblico la bolla pel giubileo universale del 1775. Il 6 giugno pronunciò nel concistoro secreto un discorso sulla morte di Luigi XV, in cui ravvisasi tutto l’attaCcamcnto che portava alla persona di quel monarca, e il vivo dolore recatogli dalla sua perdita. Si osservò anche scappargli alcune lagrime durante quella pomposa lugubre ceremonia, e nel rientrare alle sue stanze disse: » E’ un tributo ch'io doveva al tenero affetto ohe mi portava Luigi XV, e di cui mi diè prova sovente; ma ciò che mi consola si è ch'egli lascia un successore, tutte le cui intenzioni sono pure, regie tutte le virtù,e che regnerà colla giustizia e colla pace. » Nei primi giorni del mese di agosto riuscì di ristabilire lo spurgo di un umore acre che incomodavalo frequentemente nella state e in quell’ anno erasi arrestato: ma si rinnovarono gli accidenti nel mese successivo. Access* di febbre si aggiunsero ad aggravare il male, e cessò di vivere il 23 settembre. Si sparse nel pubblico qualche sospetto di avvelenamento; ma la sezione del cadavere, la dichiarazione dei medici, e le indagini praticate sembrano a nostro giudizio averlo dileguato. La morte di quel pontefice viene generalmente attribuita a soverchio lavoro ed a cattivo regime; e sarebbe temerario farne colpa ai gesuiti o loro partigiani. Due anni dopo la morte di Clemente XIV si stamparono sotto il suo nome, unitamente ad alcune lettere che sono incontrastabilmente di lui, un maggior qumero di altre lettere, ed alcuni opuscoli clic si tento di far credere essere stati visibilmente composti ip Parigi. Sarebbe certo qui fuor di luogo il porsi ad esaminar la quistione dell’autenticità di tutte le lettere pubblicate sotto il nome di Ganganelli ; ma ci sia almeno permesso dire che se la loro autenticità pare sufficientemente dimostrata ad uomini illuminati ed imparziali, essa è però egualmente rigettata da dotti assai di-