CROiN. STOR. DEGL' IMPERATORI DI RUSSIA 3G3 pur fece cader lagrime. Gli amici del defunto imperatore o conservarono i loro posti e i loro averi, od ebbero promos-sioni. Ci fu qualche esiliato, ma nessuno mandato in Siberia. La condotta di Caterina, durante tutto il suo regno, diede a conoscere che la sua indulgenza non fu una virtù politica e fattizia, ma la naturale disposizione di un animo generoso e sensibile » . Si ristabilirono la disciplina e le leggi militari ed anche l’uniforme come esistevano sotto il regno di Elisabetta. I cangiamenti operati in tale rapporto da Pietro III gli aveano alienato lo spirito dell’armata. Bcstouchcfjil solo tra i banditi del tempo di Elisabetta, clic Pietro III non richiamò, perchè avea dovuto riguardarlo come suo nemico capitale, ritornò in corte per ordine di Caterina. Gli.si restituirono i suoi posti, e vi si aggiunse grossa pensione. L’imperatrice dovea ricompensare l'attaccamento che avea a lei dimostrato quand’ era granduchessa. Il i5 agosto l’ìtìnpcratricc inviò al re di Polonia una nota in cui gli chiedeva fosse repristinato Bircn nel ducato di Curlandia. Bircn, rientrato in possesso del potere, accordò alla nazione russa importanti privilegii in Curlandia:egli si comportò nel suo ducato con uua dolcezza che sorprese, poiché rammentavansi le sue crudeltà quando reggeva la Russia sotto il nome dell’ imperatrice Anna. Il 3 ottobre l’imperatrice fu incoronata in Mosca, c in quell’occasione si pubblicò un manifesto d’amnistia e perdono, nè era vana ostentazione. Erasi formata contra Caterina una congiura. Arrestati i rei,confessarono il delitto; il senato li giudicò degni della morte la più crudele; ma l’imperatrice si limitò a condannarli ad esilio più o meno rigoroso. Il 3o ottobre si abolirono la cancelleria secreta, sorta d’inquisizione politica, già soppressa da Pietro III, nonché la tortura. 1763. Ukase del gennaro.che ordi/ia verun prigioniero possa detenersi più che un mese senza essere giudicato; dilazione da concedersi ai contumaci; c con altro del 28 marzo divieto di nominare persone troppo giovini a posti d’ufficiale. 11 11 divieto di rimettere petizioni all’imperatrice, venendo incaricata una commissione a riceverle. L’imperatrice avea visitato Rostov e Jaroslaw; il a5