DLI PAPI * farebbe sì, perche era il padrone, ma si esporrebbe a multi dispiaceri, comprometterebbe gl' interessi della chiesa c forse susciterebbe nuove persecuzioni contra coloro che imprendesse a favorire (i). Donde forse quella saggia lentezza da lui adoperata nel porre in libertà i cooperatori del generale dei gesuiti, nella procedura contra i fanatici che aveano annunciata la morte del suo antecessore, nella liquidazione dei conti degli amministratori del pubblico to-•oro sotto il pontificato di Clemente XIV (a). ed ili quella moderazione, sia negli atti di governo, sia nella sua vita privata, che fece concepire tante speranze ai veri amici della religione. Nel giorno stesso della sua esaltazione (a5 febbraro * 775 ) egli cominciò ad esercitare il suo pontificato colla cerimonia delPaprimento della Porta Santa, accennata dal suo predecessore, ma che non ebbe vita per compiere. Nel a5 dccembre dell'anno stesso, Pio VI diresse ai vescovi del catolicismo un'enciclica in cui li esortava a secondare il suo fervore contra i pericoli che minacciavano la religione, ed a preservare il lor gregge dal veleno degli empi libri di cui era inondata l'Europa.» Ponete in opera,dicca loro, ¡.mezzi più pronti e la più assidua vigilanza per sottrarli agli occhi dei fedeli. 11 male è in mezzo ad essi; separatene gli spiriti infetti per tema non li pervertiscano.» Era stata allora pubblicata da Antonio Martini, clic fu poi arcivescovo di Firenze, una versione italiana del Vecchio e Nuovo Testamento; e Pio VI nel 17 marzo 1778 gli indirisse orrevolissimo breve, in cui caldamente raccomanda di leggere la Santa Scrittura in lingua volgare, ed indi a non molto lo nominò al vescovato di Bobbio,in contrsasc-gno della sua soddisfazione. Nell' anno stesso il pontefice diresse un breve di altro genere al vescovo di llarlcm, eletto c consacrato dai gian- !l) Il ti e il no. Parigi 1777 in 11 p. 375. 3) Contici» per altro confessare ch’egli si BMHlrò «itero »trio il RO-»cmatore di Homa.rui non potrai! tardare che di debolezza nel reprimere i pubblici disordini, non che reno il prefetto dell'annona.che non avea eterniate le soc funzioni colla dovuta integrità.ma cui sapeasi non amare i gesuiti. E si può pure citare tome rigoroso Vrditto contra gli ebrei del 1776.