DELL’ORDINE DI MALTA tosto dovuto usare rappresaglie, ma quelle leggi l’obbligavano ad osservare neutralità. D’altronde non volle il gran-mastro porsi nel caso di riconoscere la pretesa repubblica ‘francese, e per evitare tale inconveniente ordinò S. A. eminentissima nel giorno i5 marzo al cavaliere di Scytres-Cau-mont, che in qualità di membro dell1 ordine teneva la sua residenza in Malta come incaricato d’affari dal re Luigi XVI di gloriosa memoria, di continuare come pel passato nella gestione degli alTari di Francia,in forza del titolo ri- ? orlato dal fu re, e conservare sulla sua porta gli stemmi di rancia; in conseguenza il detto cavaliere fu costantemente riconosciuto quale incaricato d’affari di Francia a Malta, e ne esercita ancora le funzioni sotto la protezione del gran-ma-stro. In tali circostanze si sorprese S. A. Emanuele nel sentire per via indiretta essere un tale Aymar stato nominato a sostituire il cavaliere di Seytres-Caumont, ed essere già in viaggio per Malta. Dichiara però S. A. Emanuele non ricevere nè mai sarà per ammettere esso «personaggio non che qualunque altro che s’inviasse per risiedere in Malta-come agente della pretesa repubblica francese, cui il gran-mastro nè deve nè può nè vuole riconoscere» (i). Nello stato di sciagura in cui trovavasi l’ordine di Malta, non gli rimaneva altro spediente che nell’ ordinazia d’Ostrog; ma atteso lo. smembramento della Polonia, essa era passata sotto il dominio della Russia, e conveniva reclamarla. Il 7 ottobre 1795 il baglivo Litta, ministro plenipotenziario della religione, presentò le sue credenziali a Caterina II,e nel giorno stesso venne ammesso all’udienza dei principi e principesse della famiglia imperiale.Ili mezzo alle trattative morì Caterina e le succedette al trono Paolo I. Per l’ordine di Malta non potea accadere cosa più fortunata: poiché Paolo nutriva per esso non solo affetto ma persino entusiasmo, nè tardò guari aliargliene prove.Il 4 gennaro i797_, il cancelliere dell’impero conte Bcsborodsko e il vice cancelliere principe Alessandro Kourakin in nolnc dell’imperatore, e il baglivo Litta a nome del gran-mastro, soscris-scro una convenzione contenente da una parte trentasettc articoli c dall’altra altri quattro separati edotto addizionali. • (1) Gazzetta nazionale, o^ia il Monitore universale an. VI N.