CRONOLOGIA STORICA dimostrazioni di gioia, piantando alberi di libertà, declamando arringhe patriotichc, ed imitando, benché con maggiore moderazione nell’ insieme della loro condotta , i loro vicini Lombardi o Cisalpini. Quanto sia al popolo toscano in massa, era esso pochissimo prevenuto a (avore dei Francesi. La violazione odiosa dei trattati e del diritto delle genti,per cui si privava il gran duca della sua sovranità, non che le crudeltà usate nel tempo stesso contra il papa, produssero una effervescenza si può dir generale in odio alla nazione, i cui individui sia collettivamente, sia isolatamente,erano stati sin allora accolti con tanta ospitalità. Dalla diffidenza s'era trascorso all'odio, in vista degli eccessi eh’erano risultati dall’occupazione. La scandalosa rapacità con cui Schcrcr,e quindi gli amici di lui, spogliavano lo stato, il clero e i privati, rendevano più e più insopportabili i vincitori. I vinti per altro erano tenuti in soggezione dalla presenza delle armi, c mentre nel fondo dei loro cuori covava l’indignazione, soddisfacevano alle contribuzioni ad essi imposte, e sospiravano l’istante di poter dichiararsi a favore delle costituzioni monarchiche. E difatti fu appena dagli Austro-Russi sconfitto il generale in capo dei repubblicani, che gli abitanti alpigiani, lusingandosi che numeroso stuolo di ausi-liarii venisse a rinforzare le loro bande, si apparecchiarono ad avventarsi contra i Francesi; e parecchi pure aveano già cominciate le ostilità; la quale insurrezione sembrava tanto più a temersi, perchè F Italia settentrionale e meridionale andavano d’accordo nel progetto e nella speranza di avviluppare ed annichilare l’armata d'Italia. Moreau,che pel momento era stato surrogato a Scherer alla metà circa di aprile, salvò l'armata da quel pericolo a cui csponevala la veramente critica sua posizione. Tosto che egli assunse il supremo comando, diè opera di raccogliere sotto di sè le truppe che sotto gli ordini di iMacdonald presidiavano il regno di Napoli, separate da tutti i loro compagni d’armi. Fece intendere a quel generale che lasciasse le guarnigioni nei castelli e nelle città più forti e procurasse con ogni sforzo di recarsi a raggiungerlo. In tutti i luoghi per cui dovea passare Macdonald per obbedire a tal ordine, la popolazione era già pronta a cou-