aG4 CRONOLOGIA STORICA ma siccome sappiamo anticipatamente che cotcstc negoziazioni si avrebbero una riuscita incerta,ove non parlassimo xli bocca a bocca, siamo entrati nella risoluzione di recarci a Vienna, senza lasciarci distorre dalla lunghezza c difficoltà del viaggio nell’ età nostra avanzata e nelle nostre forze affievolite; giacché saremo ravvivati dal reale conforto di parlare noi stessi a V. M. e farle conoscere la buona disposizione del nostro cuore per condiscendere a’ suoi voleri e conciliare co’suoi diritti gl’interessi della Chiesa». Tentò Giuseppe di spcrsuadcre il papa da sì lungo e fienoso viaggio; giunse a dichiarargli formalmente che tutte e ragioni clic gli si opponessero non sarebbero capaci di alterare la risoluzione sua di mantenere quanto avea decretato in base di buoni principii e mature deliberazioni, a favore della religione e dell’ esercizio del regio potere (i). Alcuni consiglieri del papa secondarono gli sforzi dell’ imperatore per impedire sotto vari pretesti quel viaggio, ma rispondeva loro Pio VI: » Vado a Vienna come andrei al martirio. Per l'interesse della religione dobbiamo tutto esporre, persino la nostra vita. Non ci è permesso di nutrire per la navicella della chiesa cure comuni, quando essa è assalita dalla procella. Se i ministri dell’imperatore volgono in ridicolo, come voi temete, la mia condotta, poco m’importa: non sappiam noi ch’¿ nostro destino di comparire insensati per Gesù Cristo?» E quindi Pio VJ non insistette meno nel suo divisamento di porsi immediatamente in viaggio; di viaggiare, come dice nel suo breve del 9 febbraro 1782, senza pompa, e con piccolo seguito,prendendo alloggio nel palazzo della Nunciatura colla modestia e semplicità convenienti ad un ministro ecclesiastico. Gli f¿ dire l’imperatore il 36 del mese stesso, ch’era disposto di accogliere S. S. con tutto l’onore e la venerazione dovuta da un figlio al Ìiadre suo spirituale, c gli otTeriva una parte del suo pa-a zzo. • ( 1 ) Lrttrra fieli’ imperatore Giuseppe li al pape. Vienna i.°gen-naro 158a. Ecco ciò che ripetè l’imperatore stesso al papa durante il suo soggiorno a Vienna: » Quanto si è fatto, e quanto si farà ancora ha per isco-po il bene de’ miei sudditi. Le nuove disposi lioni da me fermate erano di indispensabile necessita; ed io le sosterrò con tanto maggiore costanza,perche nessuna dì esse reca la menoma offesa alla dottrina. »