3*4 CRONOLOGIA STORICA tale che ricusava di arrendersi all’ evidenza. E già un considerevole manipolo di realisti era giunto alla Torre del Greco, grosso borgo a sei miglia da Napoli ; Cardinale era occupato da Mieheroux alla testa de’suoi Russi; Ruffo coi suoi invitti Calabresi avea costretto Nola ad aprirgli le porte. Aversa ave^ scosso il giogo della democrazia; interrotta era la comunicazione tra Capua e la metropoli; disperata era la situazione delle cose, ed ancora pretendeva il ministro di non aver che a dissipare una truppa di fuoruscili che non resisterebbero a petto dei repubblicani che stava loro per opporre; parlava di punizioni in un momento in cui non gli rimaneva più verun mezzo per difendersi; giacché allora le poche forze che sarebbero state più che sufficienti per impedire ai realisti di sollevarsi, erano di molto inferiori a quelle che avrebbero bisognato per combatterli con buon successo. Manthoné persuase il governo di avere 8,oqo uomini di truppa di linea pronti ad arrestare la marcia del Cardinal Ruffo ; e certamente egli stesso così credeva; ma coteste forze,cui avrebbe potuto unirsi la massa dei cittadini, trova vansi disperse, battute, sconfitte e presso che tutte distrutte. Marigliano e Nola erano in potere dei realisti, che si avvanzavano a gran passi, ed erano giunti a Portici tagliando ogni comunicazione alla colonna di Schipani, che sola potea ancora difendere l’ingresso nella metropoli. Napoli subì la legge del vincitore; trionfò l’armata regia di tutti ¡conati del governo, del valore e della intrepidezza dei democratici, e nel i3 di giugno la repubblica avea cessato di esistere. Per altro gli avanzi dei repubblicani, battuti al ponte della Maddalena, eransi ritirati nei forti,e potevano ancora inquietare il cardinale; ma si premiò la loro resistenza e l’intrepidezza con cui si difesero mercè onorevole capitolazione. Se i capi del governo e quelli che aveano preso parte attiva, invece di rinchiudersi nelle fortezze di Napoli ed esporsi od a cederle od a perire, si fossero determinati ad abbandonare la capitale, e portarsi a Capua per la via di Aversa,come avea fatto sentire Girardon, che comandava ancora alcuni Francesi, tale esempio sarebbe stato seguito da moltissimi, e Napoli non sarebbe stata la sceua degli oniicidii cd assassitiii che bruttarono la gloria