DELLO STATO DI VENEZIA i73 impose il disarmo generale, il repristinamento delle comunicazioni, la consegna di sci ostaggi a sua scelta, c pronta e luminosa soddisfazione per l'omicidio di tutti i Francesi trucidati; accordando il solo spazio di tre ore perché si depositassero le armi. Non cessava per altro il fuoco tra la città cd il vecchio castello. Nella notte il popolo in preda al suo furore saccheggiava tutto ciò che apparteneva ai Francesi, non clic le case di parecchi Veronesi; volendo scalare i forti e sterminare quanta gente v’era dentro. D’altro canto i sollevati aveano mandato un corriere al generale austriaco Laudon per invitarlo di accorrere sollecitamente in aiuto di Verona; e allora il podestà non vide altro partito per sé stesso, tranne quello di ritirarsi. Il giorno dopo, i8,fuvvi un conflitto di cinque ore, che venne interrotto per parlamentare; ma dopo breve tregua, vivissimo si rinnovò dall’una e l’altra parte il fuoco. Il provveditor generale Erizzo, ch’era a Vicenza, ebbe ordine aal senato di trasferirsi a Verona con truppe e artiglieria. Egli condusse seco all’incirca 2,000 uomini. Il ai,i castelli tiravano a palla. I Francesi che vi erano assediati,e la cui posizione non ispirava veruna fidanza, deposero ogni ansietà alla vista di una colonna che dall’alto del castello San Felice riconobbero esser francese. Era il generale Chabran,chc marciava alla testa di duecento uomini. Continuarono le ostilità tutta la notte dal ai al 22, e il giorno susseguente scorse in disposizioni per parte della guarnigione francese, in inutili attacchi di Chabran contra la città,e in corrispondenze coi capi di Verona, le quali però non fecero sospendere, nè il cannone nè il bombardamento. Il 23 il generai Balland ricevette notizia che nel 18 avea avuto luogo a Leoben nell’alta Stiria la signatura dei preliminari di pace tra la repubblica francese e l’imperatore, e la partecipò pure ai Veronesi, donde questi perdettero ogni speranza di soccorsi per parte delle truppe austriache. Tutto intero l’esercito francese era libero di prender d’essi vendetta; e ben presto fu pattuita una sospensione d'armi, che trasse seco una delle più rigorose capitolazioni