DE' RE DI NAPOLI E DI SICILIA 3o7 rale dopo essere stato vinto. Benché battuto in tutti i punti, avea ancora Mack forze imponenti per opporsi al nemico; in numcrp era rimasto superiore di molto ai Francesi, c se «■rasi costituito nell’impossibilità di attaccarli di nuovo, era ancora abbastanza potente per chiuder loro tutti i varchi e porre almeno dei limiti alle loro vittorie. Gaeta e Capua gli offrirono tutti i mezzi di arrestare Championnet; ma non seppe nemmeno conservarsi quelle piazze importanti, c non vi si recò se non per renderle testimonii della fuga del resto della sua armata. Si possono leggere le particolarità di quella incredibile spedizione nelle Memorie di Bonami ePi-gnatclli, se si vuole formarsi un’idea giusta di quell’uomo cui Napoli affidò i propri interessi; che nella buona fortuna dispiegò l’orgoglio di un conquistatore, e perdette, come dice anche il conte d’Orloff, al più leggiero rovescio la sua riputazione, fierezza e la fidanza stessa che avea de’ suoi talenti. Mack sapea parlare della guerra,ma non farla;imponeva con brillanti teorie, e nell’esecuzione poi era inferiore oltre la mediocrità: mostrava ardire ed anche qualche genio ne^suoi piani di campagna; ma quella vana gloria di-ìeguavasi sul primo campo di battaglia; non sapea, al pari di Machiavelli,che tutta l’arte della guerra consiste a fare quello che i! nemico non può prevedere,per porlo nell’impossibilità di difendersi, e a lasciargli tentare tutto ciò si sa voler egli intraprendere, per neutralizzare i suoi piani di attacco e i suoi progetti. Le nuove che si ricevevano in Napoli dei disastri dell’armata costernavano il popolo c incutevano giusti terrori alla corte. Le più false misure, i più imprudenti diportamenti furono effetto del timore che signoreggiava tutti gli animi. Non si mostrò che debolezza e pusillanimità, ove Iacea duopo di fermezza e coraggio; si si . abbandonò ai perfidie timidi consigli dei cortigiani, rifiutando quelli di uomini che aveano vero amore di patria, e poteano soli salvarla. Tutti i cittadini al nome sacro del re e dello stato levaronsi in massa, e simultaneamente risposero all’appello del proprio sovrano. Se il monarca si fosse posto alla testa dell’immensa popolazione che animasi in sua difesa, non avrebbero mai osato i Francesi di violare il suo territorio; ma la prudenza del monarca fu ingannata da menzognere insinuazioni: consiglieri senza pudore calunniarono