DE' RE DI iWOLI E DI SICILIA 3o3 sostenere vantaggiosamente una lotta difensiva, c resistere vittoriosamente ad ogni attacco, ma non avea verun mezzo per attaccare egli stesso, poiché non combatterebbe ad armi pari. I Francesi, diss’egli, sono in poco numero, ma tutti soldati avvezzi alla disciplina ed agguerriti alle fatiche militari. La nostr’armata all’incontro è composta in gran parte di reclute senza sperienza, uscite appena dal senó delle proprie famiglie, più fatte per servire il’imbarazzo clic non a sostenere le truppe veterane, e mancanti d’altronde di ufficiali per comandarle, i quali non si possono così facilmente sostituire come si fa dei soldati. Perchè mai prima di dichiarare la guerra non si aspettò fossero disciplinate quelle nuove leve? perchè porsi in campagna prima clic lo stesso imperatore abbia dato il segnale del combattimento ! Per quale urgente necessità esporsi all’incerta fortuna del-l’armi, prima di assicurarsi dei mezzi per uscirne vittoriosi? c prima di tentarla non dovcail generai Mack imparare a conoscere le strade che guidano alla vittoria, e special-mente pensare alla possibilità di un disastro clic annichilerebbe tutte le sue speranze? Se si pugni sulle nostre frontiere, o dobbiamo al primo scontro invadere gli stati del nemico, ovvero aspettarci di essere invasi noi stessi, e in quest’ultimo caso non si è nemmeno pensato a difendere l interno del regno. Tutte le strade sono aperte, e il più tenue svantaggio che incontrassimo aprirebbe la capitale al vincitore. » Come mai soli e abbandonati alle nostre proprie forze, come mai senza il soccorso dell’imperatore, potremmo noi lusingarci di scacciar d’Italia il nemico? e sino a che esso ci sarà, quale frutto possiam noi riprometterci dai nostri sforzi? Quale vantaggio ne ritrarremo noi? Ci fa duopo di molte vittorie per compiere un progetto così vasto ed ardito, mentre una sola ne basta ai Francesi per ricacciarci e abbandonar loro i nostri stati, giacché quanto più essi si avanzassero allora sul nostro territorio, tanto maggiore facilità vi troverebbero di conquistarlo ; laddove per noi gli ostacoli ad una ritirata diverrebbero più insormontabili,ove soggiacessimo sventuratamente ad una sconfitta, in proporzione «Iella maggiore estensione di terreuo che avessimo percorso nell’inseguirli. Per decidere del successo del nemico basta