DELLA TOSCANA 21 J sciarono scorrere nell'indecisione i due anni nel cui corso l'entusiasmo francese si convertì in furore,la libertà in anarchia ed i giudici in carnefici. Finalmente al terminare del luglio 1791 si organizzò a Filnitz una vasta alleanza, composta di presso che tutte le monarchie europee; e colà fìs-sossi per Tanno seguente l’apertura della campagna clic dovea condurre l'occupazione della Francia; ma l’ultima metà del decreto non ottenne il suo effetto. Eravi per altro di che temere ; le principali potenze dell'Europa aveano offerto il loro contingente; l’Austria c la Prussia soldati;ed oro l’Inghilterra. Quanto all’Italia,ove cominciavano a pullulare alcuni principi! di rivoluzione, senza però estendersi alla felice e Pacifica Toscana, essa trovavasi quasi che tutta soggetta al-influenza della corte di Vienna; dovea per conseguenza abbracciare Io stesso partito di questa, e marciar dietro ai suoi passi. Tuttavolta allorché scoppiò la guerra nel 1793, e si estese dappoi alla Penisola situata al di qua dell’Alpi, venne da alcuni stati che ne faceano parte osservata o al-men clic sia professata la neutralità , e tra questi fuvvi il f;ran duca di Toscana, il quale dichiarò anche alteramente a sua risoluzione. Del resto la condotta da lui tenuta era per lui di necessità incontrastabile. L’Italia settentrionale andava ad essere il teatro dei combattimenti: il piccolo stato di Toscana non avea veruna piazza forte, nessun baluardo, nessuna sorta di difesa, e tutta la sua armala con-finavasi ad alcune centinaia d’uomini. È vero clic la Francia, minacciata da ogni lato, non sembrava allora la più formidabile e dovea attendersi di essere piuttosto invasa clic non conquistatrice; ma avvi sempre motivo di temere, e teme in fatto qualunque paese clic trovisi vicino ad un campo di battaglia. Era inoltre facile alla squadra francese di muovere da Tolone,strisciarsi lungo le coste della Liguria e investire o bloccare Livo.rno. Di-rassi clic incrocciava davanti quel porto una squadra inglese, ma era questa un inciampo che potea venir levato da un colpo di vento e dal desiderio poco dissimulato di tentare un colpo di mano sulla costa; nel qual caso i Francesi divenivano padroni della più importante piazza degli stati granducali.