48a CRONOLOGIA STORICA to francese. Ntl giugno 1771 la corte di Versaglia, clic sin allora non avea tenuto in Svezia che ministri di secondo ordine, v’inviò col titolo di ambasciatore il conte di Vcrgen-nes, clic pei talenti dispiegati in varie missioni pareva annunciasse l’importanza di quella di cui era allora incaricato. In breve si vide giungere un ministro di Spagna; lo clic sembrava accennare un novello appoggio ai partigiani della Francia nella dieta,di cui avvicinavasi l’apertura. Frattanto nulla trascuravano i ministri d’Inghilterra e di Russia per corrispondere ai disegni del re; giacché cosi grandi preparativi faceano lor giudicare che que’disegni fossero in procinto di scoppiare. Il miglior mezzo di op-porvisi 'con ¡speranza di buon successo, era di concludere prontamente nn trattato di alleanza progettato da lunga pezza colla Russia c laGran-Bretagna, che dovea formare la base di una gran lega del Nord; ma non vi si poteva giungere sino a che il partito contrario avesse la maggiorità nel senato. La dieta accennata pel i3 giugno 1771 si occupò da principio dell’ esequie di Adolfo Federico; il quale ebbe una dimostrazione onorifica non mai accordata a veruno de’suoi predecessori. Gustavo s’avvanzò vicino al feretro di suo padre per pronunciare la sua orazione funebre, ma il dolore gli vieto recitarla, e fu letta dal vescovo di Linkoeping. Il 29 giugno Gustavo aprì la dieta con un discorso in cui raccomanciava la concordia e protestava il suo rispetto fier la costituzione. L’arringa produsse molto eiTetto. Dopo a morte di Carlo XII, la Svezia era stata governata da re clic, nati in paese straniero, non possedevano l’idioma nazionale. Gustavo,che lo parlava con rimarchevole purezza , incantò il maggior numero de’suoi uditori, allorché nella perorazione disse:» Ilo imparato fino dall’ età più tenera ad amare la mia patria, e ad inorgoglirmi del nome di Svedese. Reggere un popolo felice e libero, trovarmi in mezzo a’mici suclditi il primo cittadino dello stato, fu maiseraprc il più ardente de miei desiderii e il colmo della gloria da me ambita». All’apertura degli stati il partito dei Berretti avea una maggioranza decisa nei tre ordini, il clero, !a borghesia e i coloni. I Cappelli tenevano la superiorità ncH’ordine dei no*