DELLA REPUBBLICA DI SAN MARINO »47 tifìcio, donde erano parliti ordini mal combinati. Protestò Clemente XII essersi così agito contra la sua propvia intenzione , c non aspirar egli ad essere il padrone, ma soltanto il protettore della repubblica di S. Marino. Per dileguare ogni sospetto clic le corti d'Italia c di Europa avrebbero potuto concepire contra il sovrano dello stato pontificio, risolvette S. Santità di restituire ai cittadini di S. Marino la forma di governo cui erano abituati da parecchi secoli.Monsignor Enrinques napoletarfo,che fu poscia cardinale, ricevette a tale effetto una missione e convenienti istruzioni: ed il 5 febbraro, dopo un interregno di tre mesi e mezzo, la repubblica fu interamente ristaurata. La breve crisi avvenuta divenne ad essa salutare. Al-Pindolenza subentrò l’energia, e ben presto vidersi riger-mogliare le antiche leggi, e parecchi scritti pubblicati in quella occasione rivendicarono dall' obblivione il piccolo stato di S. Marino. Alcuni scrittori tentarono di giustificare P intraprendimcnto d'Albcroni, altri limitaronsi ad esporre semplicemente la verità dei fatti. Alberoni fu da Benedetto XIV,successore di Clemente XII,allontanato dal territorio di quella repubblica,facendolo passare dalla legazione di Romagna a quella di Bologna: e quivi comparve allora una storia della conquista di S. Marino, in cui non vennero risparmiati né P ultimo papa nè il cardinale Corsini, il Cardinal segretario in un con tutto il sacro collegio. Corsini rispose a tale libello, e la sua Memoria può considerarsi siccome il miglior documento storico relativo a quell'avvenimento. Per sentimento di generosità si giunse a dimenticare la perversità d' Alberoni; e i repubblicani di S. Marino,per trasmettere alla posterità un contrassegno della riconoscenza cui credeano dovuta a Clemente XII, gli eressero nel 1740 una statua in marmo. La guerra d'Italia, che perdurò ancora per qualche tempo, non alterò per nulla il reggimento della repubblica, a cui saggi regolamenti conciliarono gli sguardi dei generai: esteri, di guisa che non ebbe a risentire verun contracolpo. Nel rimanente di quel secolo, il governo di S. Marino ebbe parecchie querele coi legati della Romagna, ma presa conoscenza dei fatti dalla S. Sede, si circoscrisse es-