DE' RE DI NAPOLI E DI SICILIA 31? re,e facendosi forte della dichiarazione deirammiraglioNel-son, arrestar fece tutti i patrioti che trovavansi in Napoli. S’indugiò il partire di quelli che già eransi imbarcati, e pochi giorni dopo furono privati della lor libertà. Ai democratici non rimaneva che un solo appoggio, un solo protettore; era questi il comandante francese che occupava il forte S. Elmo. Egli e per la sua posizione e per lo stato delle sue forze e più ancora per onore potea far rispettare la capitolazione, di cui era uno dei garanti, e pretendere altamente la sua esecuzione indimiuuta; o almeno dovea far conoscere essere atto di rigorosa giustizia l’accordar la vita e mettere in libertà quelli eh’eransi affidati alla parola dei generali del re e del comandante delle truppe alleate di S. M. Mejcan si sarebbe fatto onore con diportarsi in tal foggia , e si sarebbe mostrato grande quando non sarebbe stato che giusto; ma Mejean non solamente permise si violasse la capitolazione, ma degradò ed avvili se medesimo al segno di dare in braccio al governo quelli che aveano cercato presso lui asilo. Fece un trattato particolare, e abbandonò vilmente ai furori della reazione quanti rimanevano repubblicani,o sospetti di essere od essere stati repubblicani, sia della capitale, sia delle provincie; e dopo essere stato stroraento a tutte le vendette, s’ebbe 1’ odio di quelli da lui traditi e e il disprezzo dello stesso ministro cui erasi venduto. Dopo partiti i Francesi, si consegnò ai carnefici l’immensa folla degli sciagurati di cui erano zeppe le prigioni. Di già un vile, carico di delitti, di nome Speziali, avea in nome della corte inondata di sangue l’isola di Procida, e le vittime sacrificate al suo furore erano infelici artigiani arrestati, condannati e giustiziati unicamente per aver dato mano ad equipaggiare le truppe repubblicane. Tali stragi per altro, effetto di private vendette,non erano conseguenza del volere del re, rientrato in Napoli nel gennaro 1800, e neppure del suo ministro,nè erano quelli i rei che la giustizia reclamasse. Quando si considerano le colpe di cui aveano a far conoscenza i tribunali od i commissarii, uno resta meno sorpreso dei loro sanguinarli decreti,e si sente tentato a perdonar loro di essere stati immisericordiosi. Gli uomini più ricolmi dei favori della corte, i grandi dello stato, chiamati per nascita e grado a sostenere il trono, erano stati i