Juo CRONOLOGIA STORICA altre potenze,e forni il suo contingente nell’ìufelice alleanza, più mercantile clic guerriera, che pel piano su cui era stata concepita, e la maniera colla quale fu diretta, non poteva esser utile che all’avidità del governo inglese. Napoli fece anche passare in Lombardia due reggimenti a cavallo, che furono di grande aiuto all’imperatore ; se non clic le vittorie di Napoleone rallentarono ben presto quel forte ardore. Morì nel gennaro 1795 il principe di Caramanico vice-re di Sicilia, e nel successivo maggio Acton per qualche mese si ritirò dagli affari. Più che mai rinnovaronsi i timori, e si affrettò il prestanome del generale Acton a far la pace colla repubblica nel momento in cui il governo austriaco avea il più stringente bisogno di soccorsi, in cui Mantova non era ancora in potere del nemico, e in cui le forze imperiali erano ancora formidabili in Italia. La repubblica fece ben pagare a.caro prezzo (ad otto milioni di ducati) allo stalo napoletano una pace da esso così imprudentemente domandata. Il ministro del re delle Due Sicilie non sapeva che sperare e temere, e si conduceva mai sempre a tenore de’suoi terrori 0 delle sue illusioni ; il suo Consiglio non aveva che la saggiezza del momento ; ubbidivasi al presente senza preveder l’avvenire ; tutto sacrificavasi a piccole passioni, e si trascuravano i maggiori interessi. Si avea tremato alla vista della flotta comandata da Latouche Ijre-ville, per essersi falsamente imaginato che stessero 5o,ooo malcontenti per unirsi coll’ammiraglio francese, e nel trattato fatto col direttorio si credette essersi assicurata la gloria e la stabilità dello stato coll’ottenere per prime condizioni che alcuni giovinastri,arbitrariamente arrestati, rimanessero a disposizione della regina e che conservasse il governo il diritto di giudicare da sè stesso tutti i delitti politici. Ben più degno della saggiezza ed anche della giustizia del ministero sarebbe riuscito il disprezzo e l’obblio, c senza dubbio avrebbe esso dovuto piuttosto occuparsi di oggetti di ben altra importanza nei suoi trattati con un nemico le cui disposizioni mutavano secondo il grado di forza che gli davano le sue vittorie. Finalmente la corte di Napoli era il soggiorno dell’irresolutezza e del raggiro ; e soltanto la mala fede degli adulatori poteva essere ul pari colle ardite pretensioni c gli atti