L’ANNESSIONE DELLA BOSNIA ERZEGOVINA renderà all'Austria il servizio che questa le rese ad Algesiras e elle l’aiuterà in tutti i modi. La verità è che il Ministro italiano non si rese (’onto della gravità dell’atto, e, in buona fede, credette che le rinuncio relative ai suoi diritti nel San-giacato e nella baia di Antivari avessero un valore per noi, e fossero realmente determinate dal desiderio di dare dei compensi all’Italia. L’intonazione del discorso di Cara te, col quale egli annunziò trionfalmente un grande successo della politica italiana non mi pare possa lasciare ancora su questo il menomo dubbio. Ed ò veramente doloroso che, anche in tale circostanza, il Ministro abbia rotto le bollo tradizioni per le quali, noi momenti diflìcili, si era usato fin qui dai Ministri degli esteri, anche quando questi Ministri avevano un nome illustre che è rimasto nella storia, di consultare, non solo i predecessori, ma di sentire l’avviso degli uomini più autorevoli del Parlamento, anche fra le file degli avversari. Porse, se la buona tradizione per la quale lo stesso conte di Cavour, por non parlare d’altri, usava in tali circostanze conferire anche cogli uomini più vivaci nella lotta contro la sua politica, fosse seguita, qualcuno avrebbe potuto riuscire a persuadere e il Ministro degli esteri o il Capo del governo elio l’adesione all’annessione era da tutti i punti di vista un gravissimo errore. Ma l'on. Tittoni non volle dividere la gloria del successo... E da solo, senza sentire nessuno, tra una gita ed una partita di caccia, prese la grave deliberazione! (1). Uno dei famosi compensi, sarebbe il ritiro dello guarnigioni austriache dal Sangiacato di Novi Bazar. (1) Non ha creduto nemmeno mettesse il conto di sentire il consiglio dei ministri ed i suoi colleghi pare abbiano trovato tutto ciò naturalissimo!