Il (liscorso del Ministro degli Esteri 375 voce. Ma poiché da noi di questo mezzo si usa con parsimonia, io mi atterrò alie nostre costumanze, anche perchè a ciò mi consiglia il momento in cui parlo e nel quale al pubblico non sono ancora note o sono note imperfettamente cose che tra breve saranno a tutti palesi. « Mentre la situazione interna della Turchia assorbiva l’attenzione e teneva deste le preoccupazioni dell’Europa, a.tri eventi si andavano maturando nella politica balcanica, fuori dei confini ottomani. « Non devo ora far previsioni circa le conseguenze che ne deriveranno, ma mi auguro che la concordia a le potenze non sarà spezzata. È questa la più sicura garanzia di pace in quell’oriente del quale è stato detto che come fu già in passato cagione e teatro di guerre, ha in sè i germi di possibili guerre avvenire. « Ad ogni modo l’Italia può attendere serenamente gli avvenimenti, perchè, comunque si svolgeranno, non la sorprenderanno, nè la troveranno impreparata o isolata. <( La posizione che l’Italia ha oggi tra le Potenze, la pone in grado di tutelare efficacemente i propri interessi ed al tempo stesso di portare un efficace contributo alla causa della pace. « Del resto, non è da meravigliarsi se certi troppo sottili avvenimenti con i quali la diplomazia creò situazioni di diritto, che sono mere finzioni ed alle quali contraddice lo stato di fatto da essa contemporaneamente creato, non resistono a lungo all’azione del tempo. « Una cosa sola a noi importa ed è, da un lato, che la pace non sia messa in pericolo e, dall’altro, che le possibili variazioni nella penisola balcanica non turbino l’equilibrio degli interessi e sopratutto non lo turbino a nostro danno. Come noi ci siamo premuniti in tempo contro simili eventualità lo dirò quando sarà il momento e forse gli avvenimenti lo diranno per me prima che 10 parli. « Quando qualche mese fa fu posta all’improvviso l i questione de.le ferrovie balcaniche, io chiesi al Parlamento di attendere con calma e fiducia che il Governo desse conto dell’opera sua e deh’attesa e della fiducia. Parlamento e Paese non ebbero a pentirsi. Ebbene oggi 11 Go-vemo deve chiedere alla pubblica opinione la stessa fiducia nell’opera sua, poiché ha la coscienza che potrà dimostrare di averla pienamente meritata ». Di fronte a codesta sereniti!, che era in così profondo contrasto con le ansie e le preoccupazioni generali dopo l’annunzio dell’annessione delle due