392 i.’annessione della Bosnia Erzegovina. di un popolo col quale l’Italia aveva sempre avuto relazioni di simpatia e di amicizia. Questo per il passato. Da parecchi anni tale intonazione, come dicevo, si era ancora più accentuata. Per mettersi anche in questo all'unisono con l’Austria, abbiamo trattato sempre con una intonazione di superiorità (stile (ìoluchowsky) i rappresentanti degli Stati Balcanici, non soltanto dal punto di vista politico, ma anche nelle relazioni dirò così mondane, non preoccupandoci affatto, se molte volte, anche la carta da visita non restituita, il mancato invito, o l’invito mandato all’ultima ora, potevano avere il carattere di una gratuita sgarberia (1). Degli Stati dell’oriente europeo, la Grecia è il solo col (piale, auspice il commendatore Bollati che continua alla Consulta le tradizioni di austrofllismo lasciatevi dal Malvano, la Consulta abbia tenuto a mantenere e a sottolineare i rapporti più cordiali. Vero o no che sia la notizia — non è però mai stata smentita — di un trattalo segreto tra l’Austria e la Grecia, le relazioni intime e il perfetto accordo tra i due paesi sono stati messi in rilievo nel discorso Aehrenthal del gennaio scorso, quando accennò al raccordo delle ferrovie austro-ungariche con quella greca di Larissa. E per mostrare che neH’Oriente europeo lo simpatie del Governo italiano andavano so- (1) A questo proposito è bene notare corno si trattino sempre con disinvoltura eccessiva questi paesi anche por quell»» che riguarda la nostri rappresentanza diplomatica nelle rispettive capitali. IVI resto, pare un destino, ma. tutte le volte che in questi paesi, si svolgono avvenimenti era vi. i nostri rappresentanti brillano per la loro assenza. Nel 1903 aUepoca della grande insurrezione in Macedonia, quando la guerra parve più volte imminente. i>er un anno la nostra Legazione a Sofia rimase senza titolare e retta da un vice-console; adesso è rimasta vacante, per un anno quella di Atene, e non avevamo ministro a Belgrado durante il p r o lo minaccioso nel quale si temette lo scoppio della guerra , ed era in licenza quello di Coniglie durante le manifestazioni ant¡austriache che vi fnoron a Gel-tigne ed in altri paesi del Montenegro per protestare contro 1’annessione.