136 IN MACEDONIA PRIMA DELLA RIVOLUZIONE Ungheria? Per quanto sulle rive del Bosforo, rotto l’accordo di Miirzsteg, la politica Austro-Ungarica si appoggi ora completamente sulla Germania, e il margravio Pallavicini non muova più un passo senza essere d’accordo col barone von Marschall, ed entrambi facciano quella che fu chiamata la politica dell’amicizia con la Turchia, non pare possibile in un caso simile, possa tirarsi veramente in disparte. Tutta la curiosità, tutto l’interesse della situazione sono concentrati sul con terno che tiene e terrà l’Au-stria-Ungheria, quando si tratterrà d'imporre delle altre riforme al Sultano e di dare nuovi e maggiori poteri all’ispettore Generale, il quale, secondo le linee del progetto russo-inglese che si sta elaborando, dovrebbe essere, senza il titolo, una specie di governatore, come era stato proposto da sir Grey. L’uomo è abbastanza abile per continuare ancora chi sa per quanto tempo, se le Potenze glielo lasciano fare, il doppio giuoco che dura da cinque anni. Certo, la posizione d’Hilmy pascià è la più diffìcile che si possa immaginare. Da una parte deve contentare l’Europa: ma, dall’altra, non può nè deve dimenticare di essere suddito di S. M. il Sultano, e che, se questi non può destituirlo, può però metterlo in condizione di andarsene e di non rimettere mai più il piede in Turchia. L’ho veduto e ho avuto con lui delle lunghe conferenze, quattro anni fa a Uskub, quando era appena insediato nell’alta carica. Avrei voluto vederlo ora e sentire dalla sua bocca quali sono a suo avviso i risultati dell’opera sua. Ma, per l’appunto ieri, mentre arrivavo, egli partiva accompagnato dai due Agenti Civili con un treno speciale per Cavalla accolto alla stazione a suon di musiche e dalla compagnia che rendeva gli onori a lui., e ai due Agenti. È andato a Cavalla per un’ispezione. E poi