un gran mazzo di fiori e recitare una poesia patriottica al comandante dei reparti. La bimba ha dato i fiori, poi la commozione l'ha presa e la poesiola l’è rimasta in gola, tra i singhiozzi... Intanto, nella stessa giornata, una compagnia di bersaglieri metteva piede a Muggia e di lì procedeva ad occupare Ovic e i paesetti deH’interno. Gl’idrovo-lanti nazionali di tipo « Macchi » cominciavano subito il servizio delle comunicazioni postali fra Pirano, Umago, Capodistria, Monfalcone e Trieste; e fra Trieste e Venezia. Contemporaneamente, una mezza compagnia di marinai della compagnia « mitraglieri » del Reggimento era stata poi-tata a Grado, e l’aveva occupata, al comando del tenente Meriggio, tra la riconoscenza della popolazione piangente, che ha sofferto un anno di martirio sotto la dura oppresione degli ungheresi di Boroevic. 11 giorno 7 il generale Petitti di Roreto ha preso possesso di Parenzo. Il Governatore s’è imbarcato sulla « 46 P. N. » (comandante Bella), ha visitato Capodistria e Pirano che già sorridevano dei loro tricolori palpitanti, ha proseguito alla volta di Parenzo, dov’è giunto verso le undici. Manifestazione magnifica. I maggiorenti di Parenzo, con alla testa il signor Vergot-tini, presidente del locale Comitato di Salute Pubblica, un simpatico ed arzillo vecchietto tut o vibrante d’italianità, hanno dichiarato al generale Detitti il loro orgoglio e la loro gioia di potersi finalmente ricongiungere alla madre patria. I capi della città ed il Governatore si sono riuniti al Municipio, dove il generale ha pronunciato la formula dell’entrata in possesso di Parenzo, a nome del Re; dove i consiglieri del Comune hanno parlato con febbre accorata, esponendo segni — 72 —