strinsero anche ad abbandonare il caposaldo di Cor-tellazzo in cui s’era annidato e fortificato. E, di là di quel caposaldo, conquistarono e stabilirono un’ampia testa di ponte che fu il pilone orientale dello schieramento alleato dall’Yser all’Adriatico. Quelle compagnie costituirono il nucleo originario del « Reggimento Marina», ch’ebbe durante l’inverno 1917-1918 una parte preponderante nel ributtare gli attacchi frequenti dell’ala sinistra dell’esercito austriaco sulla direttrice di Venezia e che, nel giugno e nel luglio del 1918, cooperò con grande valore a sferrare quei contrattacchi italiani sul Basso Piave i quali tramutarono in un disastro l’offensiva austro-ungarica mirante a metter fuori di questione la potenza militare italiana. Se il Reggimento Marina non avesse fatto altro che arginare sulla linea del Cavetta ed alla foce del Piave gli sforzi disperati dei migliori reggimenti ungheresi lanciati all’assalto col miraggio di Venezia negli occhi, ciò potrebbe bastare alla sua gloria. Ma non s’è contentato di far barriera all’estremità orientale del fronte europeo. E’ stato anche un elemento offensivo di grande peso, anche se di piccole proporzioni, ogni volta che s’è trattato di ristrappare all’avversario qualche settore notevole deU’ampia isola compresa tra nuovo e vecchio Piave; isola che l’esercito austro-ungarico era riuscito ad invadere quasi interamente al principio del novembre terribile, dopo il passaggio del fiume a Grisolera. Gli arditi dei battaglioni navali, oltre ad avere rioccupato per molti chilometri, in una serie ininterrotta di colpi di mano, la riva destra del Piave nuovo, hanno anche partecipato, a fianco dei bersaglieri e dei fanti, a quella rapida marcia controffensiva con la quale due sole brigate italiane, muovendo dalla te- — 196 —