47 S. Pietro, S. Catterina, S. Marcella, S. Giovanni, S. Silvestro, S. Barbara, S. Antonio abate, S. Nicolò, S. Andrea, S. Demetrio, S. Giorgio, S. Tomaso, S. Martino, S. Vigilio, S. Matteo, S.S. Cosma e Damiano, S. Rufina, S. Spirito, S. Marina, S. Marco, S. Severo, S. Agata. 11 Sabalich prende lo spunto dall’ « Anonimo di Casa Filippi », infiorandolo di particolari, per trattare il suo « Complotto politico » dove narra le vicende di quel curioso complotto che a sfondo liberal-massonico, da Zara, doveva sconvolgere il mondo : quartier generale dei 26 zaratini turbolenti era la Locanda della Panzona, ma i cospiratori in sedicesimo fecero i conti senza 1’ ostessa che non ebbe paura di svelare alle autorità costituite i progetti incendiari dei propri clienti. Nell’ ampio lavoro « Alvise Zola e i travagliatori » tratteggia la figura dell’Avo del grande Emilio, che, dimorante in Dalmazia per 24 anni, fu sovraintendente dei travagliatori dal 1789 al 1813; questo corpo dei travagliatori, che durò fino al 1860, consisteva dei condannati ai lavori forzati, dei quali il Sabalich segue minuziosamente tutte le vicende, le risse, le pene, le fughe, i ricorsi, gli alloggi (alla Torre del Bovo e al Teson di S. Rocco) i soprusi dei custodi, gli assilli della fame, le malattie e i brodi annacquati. L’Alvise Zola che doveva giornalmente redigere un dettagliato rapporto al Comandante delle Armi circa la condotta dei travagliatori nel giorno precedente, governava i suoi uomini coll’ autorità del proprio bastone che si è sempre dimostrato un eccellente potere esecutivo». Da ultimo ricorderemo la nota « Guida archeologica di Zara » opera che quasi racchiude in germe tutte le altre, soprattutto nell’ intento, che è sempre quello di far amare ed ammirare 1’ arte e la storia della sua città e di testimoniarne l’italianità secolare ; un palazzetto, un cortile, una pietra nulla non sfugge all’ amorosa indagine del Sabalich, e la « Guida » divenuta ora rarissima tanto che - ci sembra - nemmeno la Paravia ne possiede un esemplare, ha anche ora, dopo le Guide del Battara, del Bersa e del Praga ciascuna nata con diversità di metodi e di intendimenti, un proprio innegabile valore e un proprio tipico inconfondibile stile. Abbiamo accennato alla multiforme attività giornalistica del Sabalich; oltre ai giornali già citati nelle prime righe di questa biografia, lo ebbero collaboratore « 11 Pungolo della Domenica », « L’ Opinione Letteraria », « Serate Italiane », « Il Fanfulla », « Il Primato », « Gentilissima », « La Scena Illustrata », « La Cultura Cinematografica », « Casa e Famiglia », « L’Ateneo » e moltissime altre riviste e giornali che ebbero la loro maggior rinomanza e diffusione nell’ ultimo quarto del secolo scorso e nel primo del secolo presente; non fu il Sabalich quello che comunemente si usa chiamare un giornalista di razza, cioè o un grande polemista o un giornalista che, assieme a un proprio stile, possiede una propria concezione morale della vita, uno scrittore, insomma, che nella storia del giornalismo italiano abbia lasciato un’ impronta profonda come uno Scarfoglio o un Arnaldo