15 tuali della borghesia irredentista e si esponessero a tutti i pericoli e danni delle inevitabili persecuzioni politiche? Non sarebbe stato un eroico ascetismo senza speranza e senza scopo ? Eppure, il Battisti ci riuscì. Riuscì, in vent’ anni di propaganda (1894-1914), a fare nel Trentino quello che non s’ era potuto fare nel Regno in più di mezzo secolo. Quando, nel 1914, scoppiò la guerra mondiale, i volontari del Trentino accorrono a centinaia, a migliaia nel Regno, credendo di venire a combattere: e devono invece attendere che passi un anno, prima che i connazionali si adattino all’idea di rompere il fascino illusorio della neutralità (J). Fra i volontari del Trentino erano rappresentati tutti gli strati sociali : dall’ intellettuale e dal ricco al piccolo borghese, al popolano, al povero; c’era l’avvocato, il medico, il professore, l’industriale ed il commerciante, l’impiegato e lo studente, 1’ operaio ed il contadino. Il Battisti ci riuscì, perchè potè contare (e seppe sfruttarlo) sopra un elemento essenziale dell’ irredentismo : 1’ elemento etico. Seppe sfruttarlo, a dispetto anche del socialismo e del suo materialismo storico. E’ indicibile l’orrore eh’ egli suscitava nell’animo delle masse, quando si metteva a descrivere 1’ homo austriacus, come lo chiamava lui, l’ideale - cioè - del cittadino qual era plasmato daH’Austria: privo d’ogni dignità morale, parte automatica, e inconsapevole, dello Stato; tutto piatto servilismo e grassa beatitudine economica; abolita ogni spiritualità che avesse radice nella cultura e nell’arte di una determinata civiltà nazionale; la religione abbassata al livello deli’ osservanza meccanica di pratiche esteriori, senza luce di pensiero, senza calore di sentimento, dietro le quali si celava spesso la più sordida cupidigia de’ tanto disprezzati beni mondani (2). (1) Rinvio di nuovo all’indispensabile volume di Ernesta Battisti, Con Cesare Battisti attraverso l'Italia, 1914-1915, già citato Durante quell’anno di neutralità il Battisti svolse dinanzi al popolo italiano tutti i problemi dell' irredentismo, « dei quali nessuno meglio di lui conosceva la radice, lo sviluppo, le possibilità politiche di soluzione » (pg. 175). Da vedere soprattutto la conferenza su Trento e Trieste e il dovere dell’ Italia, dove mette in rilievo le analoghe aondizioni del Trentino, del-l’Istria, del Friuli orientale e della Dalmazia. « Sulla costa dalmata (egli osserva) oggi cresce a stento l’erba, mentre al tempo dei Romani essa era tutto un orto e un giardino. I Romani vi avevano costruito una fittissima rete di strade militari e commerciali ; oggi vi è assoluta mancanza di ferrovie, non avendo alcuna importanza quei piccoli tratti mozzi, costruiti dall'Austria per scopi strategici». (2) Uno dei casi più tipici deli’ abbrutimento al quale poteva giungere 1’ homo austriacus dei Battisti (il « porco » del Sauro) è dato dall’ abate Lodovico Menin, professore di storia universale ali’Università di Padova (1847-48). Invitato a firmare una