35 Niccolò ìmmm ed Angelo De MirnWi CARTEGGIO INEDITO Nei pacchi 89 e 99 delle Carte e Scritti di Niccolò Tommaseo della Biblioteca Nazionale di Firenze è contenuta una serie di lettere sfuggite all’ attenzione dei meticolosi indagatori del ricco carteggio tommaseiano, e che tuttavia ci offrono importantissime informazioni sulla vita del Tommaseo e di Angelo De Gubernatis, come pure sull’ Italia culturale e politica dell’800. Pubblicando oggi, per la prima volta, queste lettere, ce ne serviamo con ordine cronologico per studiare i rapporti, più o meno amichevoli, che intercorrevano tra i due scrittori. La nostra attenzione è rivolta particolarmente verso il Tommaseo perchè, a prescindere dal valore dei due uomini, le lettere appartengono al suo carteggio ed illustrano particolarmente la sua persona e la sua situazione. La corrispondenza si inizia nel 1858. Il Tommaseo si trovava allora a Torino. Era invecchiato e quasi cieco, pieno dei ricordi dolorosi della sua tormentata vita di studente a Padova, di compilatore letterario a Milano, di collaboratore all’ Antologia di Firenze, di esiliato in Francia, di combattente della penna, di ministro della pubblica istruzione e ambasciatore a Parigi per la causa di Venezia, ed infine di semplice profugo politico nell’ isola di Corfù. « Repubblicano convinto, contrario alla fusione del Piemonte con Venezia nel ’48, il Tommaseo cercava nella città dei Savoia di vincere molte prevenzioni e sospetti a riguardo degli uomini di allora, seguendone gli atti però con una indipendenza di giudizio, della quale fu sempre geloso e fiero, non senza una certa ostentazione » (l) Nel ’58 quasi sparite le diffidenze i governanti gli avevano fatto diverse offerte quanto mai lusinghiere, come tra le altre quella di tener un corso di lezioni ai giovani dell’ Università torinese. (J) Giovanni Gubernatis: Niccolò Tommaseo (1802-1874), Torino, G. B. Paravia, 1932, 16« (20X12), pg. 20. (2) Prof. Alberto Sodi: Niccolò Tommaseo, Milano, Soc. ed. Sonzogno,s.a. pg. 17.