30 « Finché fu loro possibile, i Zinzari conservarono la loro lingua e si differenziarono dai Serbi. Ma poi l’esiguità del numero, l’isolamento in piccoli gruppi e la forza dell’ambiente, finirono col trionfare sul loro spirito di conservazione. « La guerra mondiale ha risolto anche il problema dei Zinzari. Alcuni decenni fa si doveva tener conto di loro come di un gruppo etnico. Si calcolavano a centomila, a mezzo milione, perfino ad un milione e mezzo. All’ epoca turca quegli Aromuni che erano dediti alla pastorizia potevano trasmigrare coi loro greggi dal Rodope al Pindo e alle coste albanesi e viceversa, secondo le stagioni; i «Zinzari» e i « Pecialbari » potevano commerciare entro un vasto raggio d’ affari. La creazione degli Stati nazionali li ha costretti ad assumere la cittadinanza dello Stato nel quale sono venuti a trovarsi per caso. 1 confini dei nuovi Stati sono stati tracciati attraverso i loro territori etnici. Non hanno più città, abitate esclusivamente da loro; vivono appollaiati in villaggi rupestri, brulli, inaccessibili, spesso invisibili. Le loro colonie maggiori, una diecina, sono divise fra quattro Stati, Grecia, Jugoslavia, Albania, Bulgaria. I giorni del gruppo etnico aromuno sono contati. Potranno conservarsi ancora per 40-50 anni, non più. « Gli Slavi sono penetrati nella penisola balcanica gradatamente, senza scalpore... È naturale quindi che, nei primi tempi, abbiano ricevuto tutto da Bisanzio, che allora era il paese più civile d’ Europa. Tutta la civiltà medievale serba non è altro che un riflesso di quella bizantina ; gli elementi originali serbi sono minimi e primitivi. L’influsso bizantino si fece sentire specialmente sulle classi elevate. Alcuni dei primi sovrani di Serbia della dinastia dei Nemagna si sentivano più greci che serbi. Le cose maturarono all’ epoca turca. 1 Greci, coi quali i Serbi vennero a contatto in questo tempo, non erano dalla vera Grecia, ma dalle regioni periferiche, miste ; erano piuttosto Aromuni grecizzati. « 11 numero dei Zinzari nella società serba non è stato mai molto rilevante. Mezzo secolo fa saranno stati cinquantamila, circa. Oggi, a occidente e a settentrione di Nis, saranno poche migliaia. « I Zinzari, da uomini pratici, si sono tenuti sempre col più forte, con colui che deteneva il potere, fosse cattolico, musulmano o ortodosso. Ripeto che essi hanno dimostrato di possedere delle qualità rare, addirittura geniali. Sono stati essi a pubblicare i primi libri e i primi giornali serbi. La « ciarsia », ossia il « mondo commerciale » della Serbia e di Belgrado è tutta, esclusivamente, opera loro. Quando un giorno si farà 1’ analisi del sangue dei maggiori uomini serbi, si vedrà quanti di questi, in linea maschiie o per lo meno femminile, derivino le loro buone qualità dalla razza aromuna. « I Zinzari costituiscono un problema importante e interessante non solo per i Serbi, ma anche per gli altri popoli balcanici. Kanitz ha osser-