21 doveva rivelarsi poi solarmente nel miracolo del Fascismo, uno de’ più instancabili tessitori fu 1’ eroe-màrtire istriano Nazario Sauro. Irredentismo integrale. Fraternamente unito nella vita e nella morte, nel tempo e nell’ eternità, nei fatti, nelle idee, nei simboli. Irredentismo che dalla periferia tendeva al centro, dalla regione si allargava a tutta l’Italia, dall’ Italia a tutto il mondo. Appena raccontano a Nazario Sauro come Cesare Battisti è morto, la prima cosa eh’ egli fa è buttar via quella provvista di veleno che portava sempre seco, per il caso d’ una cattura da parte degli austriaci. « Cesare Battisti », - commentava il Sauro, - « ha ragione. L’ultima volta che si serve la Patria è doveroso darle il tributo massimo, il maggiore possibile beneficio. Quindi niente sopprimersi, il che sarebbe un atto di egoismo, ma aver la forza, ed io 1’ avrò, di resistere, di soffrire tutto il soffribile e di far sì che il nemico si copra di nuova onta con un nuovo assassinio ». Nel settembre del 1922 salpava da Genova per l’America il primo grande transatlantico che fosse interamente costruito in cantieri italiani, da maestranze italiane, con materiale italiano. Quel transatlantico era stato battezzato col nome di Cesare Battisti. Chiunque ne abbia avuto l’idea, non si fece torto a Nazario Sauro. Si era intuito che - nella funzione di simbolo irredentistico - 1’ uno poteva scambiarsi con l’altro indifferentemente. Il poeta Morello Torrespini ben li congiunse nella sua Canzone del-i Offerta, facendoli seguire immediatamente 1’ uno all’ altro, come 1’ eco alla voce. Ma non erano uno voce e 1’ altr^ eco. Erano, se mai, ambedue, - « il gran Morto del Monte » e « il gran Morto del Mare » -, echi di una medesima voce : quella di Guglielmo Oberdan il Precursore. Ecco da Trento Cesare Battisti, che a pie della sua croce rinascer vide il sangue che colava; su gli altri cento ei leva la sua voce e grida : “ Assai dormisti ! dèstati, o terra, la mia vena è cava ! E fu come una lava, che uscisse da un altissimo cratère, la voce che ci urgeva al gran risveglio. E allora parve meglio al Martire Guglielmo aizzar sue. schiere : verso /’ anime fiere de’ suoi fratelli eroi mosse, e baciò /’ Eroe sulla sua fronte. E allora udimmo noi un fremito salir dal mare al monte.