19 Ci siamo di nuovo : la descrizione oggettiva dello scienziato ha sfociato nell’ idea politica come nella sua più naturale conclusione, verso la quale fosse orientata ogni singola osservazione ed ogni parola. Ora, potete voi imaginarvi che le sessanta e più imprese marinare alle quali Nazario Sauro partecipò durante la guerra di redenzione t; nelle quali egli prodigò tesori d’ esperienza e d’ audacia, imprese da lui spesso suggerite, preparate e spesso anche effettivamente dirette, si sarebbero potute compiere, s’ egli non avesse avuto per il mare l’identica passione del Battisti per la montagna? Non aveva esplorato anche lui, fin da ragazzo, tutte le costiere del-l’Istria, non aveva imparato a conoscere via via l’intero Adriatico, scorrendolo in ogni senso, frugandolo in ogni seno? Non s’era addestrato a sfruttarne ogni segreto, sentendolo come un dominio di cui l’Italia aveva bisogno per la propria sicurezza e per la propria grandezza ? (*) Quand’ egli era davanti al mare, non se ne rifletteva tutto il vario dinamismo sopra il suo vólto, capace delle più placide calme come delle più violente burrasche, trasmutante il tono della facezia in quello della beffa, dell’invettiva e del comando? Non pareva egli una divinità del regno nettunio, uscita per poco dalle onde a riva e pronta a rituffarvisi d’ un balzo ? Leggendo quei genialissimi studi di Azzo Rubino, nella « Porta Orientale ', SU La conquista romana dell Istria e la colonia tergestina, SU L'ecumene italica e i Protoistri, su V Istro-Timavo (2), studi in cui s’illustra la legge della « reciprocità » fra terra ed uomo e si mostra come la terra impone all’ uomo limiti, condizioni, finalità inderogabili, mentre 1’ uomo, a sua volta, adatta la terra ai propri bisogni, non meno inderogabili, quante volte mi si è affacciata alla mente la figura di Nazario Sauro quale protòtipo degli abitatori aborigeni dell’ Istria, popolo piratesco la cui ima-gine è indissociabile dal mare e quasi immedesimata con esso, come quelle tribù che per la loro abitudine di vivere a cavallo hanno fatto sorgere la fantasia e forse credere all’ esistenza dei Centauri ! (') « Il possesso della costa occidentale (dell’Adriatico) è assolutamente necessario anche per 1’ ordinaria navigazione mercantile (dell’ Italia). Fintanto chè l’Italia non possederà la costa opposta, essa si troverà nel mare nostrum in una posizione subordinala nei riguardi marittimi commerciali ». Questa dichiarazione di Nazario Sauro, pubblicata nel Giornale d’Italia del 22 nov. 1915, fu inserita testualmente nella « motivazione » della sua « sentenza di morte ». L’Austria indicava una delle conseguenze pradche, derivanti logicamente dai princìpi del Sauro, e si confessava da lui minacciata in una delle sue parti più vitali. (2) « Porta Orientale» 1933, III 199; 1934, IV 101 ; 1935, V 97 (e vedi anche, del Rubino, La romanizzazione dell’ Istria, 1936, VI 345; L’Isaros-Istro, 1938, Vili 23).