34 GIUSEPPE SABALICH LETTERATO E STORIOGRAFO ZARATINO (Continuazione - v. numero precedente) Nel mezzo della vita il nobile Teatro ebbe una paralisi sotto forma d’inchiesta da parte della Polizia che non voleva assumersi più la responsabilità di tener aperto al pubblico quel vecchio teatro e « fu ordinata una commissione di perizia componentesi dei delegati di polizia, del Circolo della direzione delle pubbliche costruzioni e dei compatroni » ; la verifica che minacciava d’essere severissima si risolse in nulla, tutto fu trovato in perfetto ordine tanto da far esclamare al Sabalich: « come andava dunque questa faccenda ? chi sa renderci ragione di queste altalene, di questi pasticci?». Ma venne dopo un secolo anche per il nostro teatrino l’ultimo respiro, che fa scrivere all’ autore una delle pagine più sentite e patetiche della sua « Cronistoria » : « A Zara molte cose morivano - incomincia così - morivano i vecchi patrioti portando nel sepolcro il buon umore e la lena per le opposizioni tenaci, moriva 1’ allegria schietta e sincera... » ma - prosegue - « procederemo colla esposizione dei fatti sulle generali senza requisitorie tardive e senza commentari geremiaci. In città la vita era così semplice e ristretta che ogni fatterello minuto assumeva l’importanza di un avvenimento grande. Immaginarsi ! L’ erezione di un nuovo teatro ! Un piccolo finimondo per alcuni e un piccolo nuovo mondo per gli altri ». Ora anche il Teatro « nuovo » è morto ; il futuro storico dirà se di morte naturale o di morte prematura e sospetta. Ben venga quindi il cronista delle nuove generazioni, auspicato dal Maddalena, che narri « con pari cura se non con pari commovente amore, i casi non meno interessanti del Teatro Verdi »; certo che quest’altra cronistoria dovrà essere diversa d’intonazione e colore, soprattutto perchè dal ’60 al ’14 le lotte nazionali sempre più vive avevano cambiato aspetto alla vita cittadina; il futuro cronista dovrà narrare le folle popolari nel teatro stipato fino all’ inverosimile in tante serate patriottiche, gloriosa nota caratteristica mancante al Nobile. Passiamo alla fervidissima attività di commediografo. Su un pezzetto di carta, (e il Sabalich fissava i suoi pensieri su tutti i pezzi di carta che gli capitavano fra le mani solo che avessero la modesta prerogativa di presentarsi non scritti da una parte) su uno di quei pezzetti di carta, che