52 On mahqim cui una, mU&dlcMza, qand^Uanci Ogni cosa brutta ha anche il suo lato bello... Per esempio le celebrazioni letterarie che oggi si ripetono in barba a tutti i menefreghismi e proletarismi, a tutti gli egotismi e snobismi antipassatisti e anticerimoniali, se hanno il torto di perpetuare la moda delle imparruccate e sofistiche accademie sei - e settecentesche... oggi che 1'« homo novus » caposcoperto verso-liberista modernolatra si esprime per «sintesi» e detesta il «falso» retorismo: queste celebrazioni hanno pure il pregio di rievocare uomini e fatti, che non meritano uno sdegnoso oblio, e di ispirare delle pubblicazioni che valgono, segni dei tempi, se non altro a rispecchiare e documentare il gusto ed il pensiero della propria epoca. Questa volta è il caso particolare delle celebrazioni fatte in onore ed a ricordo di Gianfrancesco Gondola (Gundulic). Egli che fu l’idolo ed il vanto di tante generazioni e passò per l'Omero, ij Virgilio, il Dante dei Serbo croati (*), nel dopoguerra s’imbattè in un’epoca che non era certo fatta per lui... Gravi e penosi problemi di riconciliazione nazionale e di consolidamento politico distraevano i letterali serbo-croati che dal giorno alla notte si trovarono di fronte al triplice regno dei Serbo-Croati-Sloveni. Una revisione generale dei vecchi sistemi di vita e di pensiero incombeva a tutti. Il problema di una lingua e di una letteratura unificatrice ritornava alla ribalta delle giostre filologiche e richiedeva vari studi. Inevitabili i nuovi orientamenti nella cultura esposta a varie influenze ed oscillazioni. Inevitabili le ripercussioni nel campo della letteratura. Ci furono i vecchi maestri che quasi per legge di inerzia restarono fedeli ai loro ideali e cercarono solamente nuovi modi o finte e trovate per lasciare libero corso al loro parnassismo, al naturalismo ed al simbolismo della prima ora. I giovani invece, ribelli ad ogni autorità, vollero risolvere a modo loro 1’ eterno dissidio tra la materia e lo spirito, tra la forma ed il contenuto, la statica e la dinamica e si sbandarono in cerca d’ una arte orgiastica d’ avanguardia che insoddisfatti li diede in braccio allo zenitismo, al primitivismo, al sumatraismo ed al più capriccioso regionalismo. Analoga la situazione nel campo della critica e della storia letteraria. I tradizionalisti insistettero sulla pura filologia, sulle analisi sperimentali del positivismo, sullo studio fisio-psi-cologico dell’ arte, sulla ricerca naturalistica della lingua, intesa come fatto fisico non fattore d’arte, e ripresero a preferenza argomenti trattati già prima e rifuggirono dalle innovazioni. I reazionari, i più giovani fecero capo a varie scuole estetiche^ predilessero la novità di materia e di metodo, valorizzarono 1’ elemento artistico e (') P. Stoos, « Govor prigodom dvestoletne uspomene najglasovitiega ilirskog pesnika Ivana Gundulica »..., Zagabria, Narodna tiskarna D.ra Ljudevita Gaja, 1839.