44 Il Sabalich fa precedere le sue « Vecchie storie zaratine » da queste nostalgiche parole : « Ai beati tempi quando a Zara c’ erano i zaratini e quando questi si occupavano un po’ più e un po’ meglio della nostra città, c’ erano dei notai e specie dei religiosi che registravano giorno per giorno pazientemente tutto quello che accadeva di rimarchevole nel nostro paese. L’ uso è un po’ veneziano ed oggi fa ridere. I giornali che ne dicono tante informano i contemporanei, e alle volte a modo loro, di quanto succede in città : ma 1’ esattezza e l’imparzialità sono sempre ciò che manca e in tali faccende questi due fattori diventano indispensabili. I religiosi però, sia per scrupolo di coscienza, sia perchè non avevano motivi di svisare i fatti di cronaca per far piacere a Tizio o dispiacere a Caio, registravano i nostri avvenimenti cittadini colla fedeltà di un diarista ingenuo e ne risultavano piccole effemeridi di cronaca storica non spregevole ». Con queste parole il Sabalich ci introduce in quella preziosa ma caotica farraggine di notizie che costituisce « L’Anonimo di Casa Filippi », il noto librone che « redatto sulle cronache di Paolo de Paoli, sulla storia dell’Arcidiacono Ponte, sulle pagine manoscritte del canonico Tanzlingher, sul volume del Fondra, sulle storie del Bonman, su quelle di Pietro Pacifico e su non so che altro libro ancora » si è lasciato bonariamente saccheggiare dal canonico Bianchi, dal Ferrari-Cupilli ed ora, con un pizzico in meno di pedanteria e con un po’ più di spirito, anche dal nostro Sabalich ; e da quella fonte che, se non la più sicura è certamente la più copiosa, fra le tante che trattano di cose nostre, il Sabalich ha tratto, ripresentato sotto nuova veste, e diremo quasi rinverdite, le notizie sui fulmini e sulle berline, sui terremoti e sui giuochi del pallone, sulle maschere e sulle meretrici, sulle sale da ballo e sulle bettole, sul porto e sul casino, sulle gozzoviglie festive e sulle agapi funebri, sulle frittelle e sul porto d’ armi, sulle fiere e sulle condanne capitali. Vita di popolo e vita di palazzo. In «Curiosità storiche zaratine» edito dall’Artaie nel 1906, le curiosità trattate furono le seguenti : « Carlo Gozzi a Zara » che è un succoso ed arguto commento alle pagine delle «Memorie inutili », riguardanti Zara e la Dalmazia, libro che al tempo del Sabalich forse costituiva veramente una curiosità letteraria ma che ora sembra avere una discreta diffusione non solo fra gli studiosi. « Le vie di Zara nei tempi andati » è uno studio minuzioso sulla toponomastica cittadina con incursioni storiche e proposte concrete di cambiamenti di nomi alcune accettate tosto, altre da poco tempo, altre ancora non prese in cosiderazione ; « se non ad altri - così conclude il Sabalich - questa mia via Crucis avrà servito almeno a dir bene dei morti e ad occuparmi un po’ troppo delle cose inutili del nostro paese: e in questo poi io mi riconosco per tutto zaratino ». « La polizia stradale e la polizia dei mercati di Zara ai tempi veneti » è 1’ argomento che continuò più tardi collo studio sulla pubblica igiene durante il governo