1 L’ arcivescovo di Zara, Godeassi, malgrado la sua tarda età e la malferma salute, volle accompagnare la deputazione a Vienna e mori appena rientrato nella sua diocesi in seguito alle fatiche subite durante il viaggio. La sua morte produsse un’ impressione enorme in tutta la Dalmazia. Agli occhi degli autonomisti sembrò santificare la loro causa colla bellezza del sacrificio. (1) La lotta però si faceva sempre più accanita, le idee degli annessionisti cominciavano a farsi strada fra le popolazioni dell’interno, ignoranti per natura e quindi facili ad assorbire tutto ciò che si presentasse ai loro occhi con un colore di novità. L’Austria poi non mancava di soffiare abilmente nel fuoco, sostenendo gli slavi. Specialmente dal ’59 in poi Vienna, temendo che alla perdita della Lombardia tenesse dietro anche quella delle altre regioni italiane da lei occupate, si era rafforzata sempre più nell’ idea di sacrificare in Dalmazia la civiltà italiana e di appoggiare 1’ opera di slavizzazione della regione. L’ unione della Dalmazia ad una grande Slavia nel corpo dell’ impero absburgico avrebbe spento ogni irredentismo e dimostrata infondata ogni pretesa sulla regione da parte dell’ Italia. Gli slavi poi erano diventati degli apostoli convinti della grande Austria, che permetteva loro di creare nel seno stesso dell’ impero un grande regno su cui potevano esercitare un’ apparente sovranità L’ arcivescovo Strossmayer, uno tra i più caldi apostoli di questo ideale, esprimeva chiaramente il pensiero slavo: « Per la nostra cara vecchia Austria io darei subito la mia vita. È nel suo seno che noi, slavi occidentali, dobbiamo vivere, diventar grandi, giungere al compimento dei nostri destini ». (2) E non altrimenti si esprimeva lo scrittore slavo Mattia Ban, affermando che il governo austriaco, di fronte alle tendenze separatiste del-1’ elemento italiano, aveva un interesse grandissimo a dare tutto lo sviluppo possibile allo slavismo nelle provincie, come l’Istria e la Dalmazia, confinanti con l’Italia e agitate dalla propaganda italiana. (3) La lotta che si svolgerà, specialmente dal ’65 in poi, fra l’elemento slavo, forte dell’appoggio del governo e della facile opera di persuasione svolta fra il ceto rozzo della popolazione montana disposta a commettere ogni sorta di violenze, e quello italiano, fiero della propria superiorità intellettuale e dei diritti derivantigli da lunghi secoli di assoluto predominio, sarà sempre più aspra e lentamente, ma inesorabilmente, porterà all’ an- (1) Tamaro : op. cit. Il pag. 459. (2) De Laveleye : « La Péninsule des Balkans » I pag 88. (3) Kasandric : op. cit. pag. 105.