PREFAZIONE 13 Arpas, dove ho alzato il ponte e messo due pezzi di carinone in stato; e spedirò a Badael che quello sii rotto, si come non ometto di racordare a Vostra Altezza Serenissima di far passare assistenza per la fabbrica del ponte d’Asvagn, altrimente non è possibile possi venire a soccorrere queste parti con l’armata. E poco si fidi dei villani per il lavoro, parte inspavo-riti, parte sedotti da’ proprii padroni, che per effettuare la loro malignità bisogna impedischino l’arrivo a V. A. S.: che li riuscirà, non facendo questo ponte. Per mancanza di messo, spedisco con questa il mio paggio; si come scrivo con tutta l’efficacia al conte Bu-diani, perchè venghi dentro, essendo accampato longo il Marzal, senza che spediscili partite avanti a riconoscere, già apparendo di qui si vedino lontani fumi, che vuol dire segnali de’ tartari. Se il Budiani vorrà entrare (che non s’ingolfi nella selva, di Sarvar e ritirarsi su li suoi beni) e se la gente voglii fare da dovero, noi si che potremo difendere e coprire il travaglio del ponte d’Asvagn per attendere li soccorsi di V. A. S. E caso che no, sarà tutto inondato da ribelli, che purtroppo vedo hanno intelligenza con questa gente piena di falsità. Non mi dimentico degli ordini datimi di dissimulare e fare quanto poàso, fino all’ultima goccia del mio sangue, che spero a momenti avrò 1’ occasione d’ esporlo con qualche frutto, quando gli ungari vogliono. Se mi sarà permesso d'avvisare V. A. S. de più ulteriori successi, lo farò subito. Se 'n resti pure assicurata che piuttosto morirò, che fare un passo che non sii del servizio del Padrone. E profondamente resto di Vostra Altezza Serenissima 23 giugno 1683 umilissimo servidore Luigi Ferdinando Marsilii