GIULIO Addio, babbo ! Giulio esce. Massimo è solo. II . La triste casa di Maria Varna. Donna Maria è sul letto dal quale non si alzerà più. Sul suo volto sono le tracce di grandi patimenti : dei novissimi, della povera carne morsa dal male : di quelli dell’ anima, nuovi e vecchi. Giulio, il figliolo, è presso il letto. Egli ha conosciuto ormai la vita. Ha combattuto, ha sofferto - non come una volta : altrimenti - ha vinto. Fondamento della vita interna gli è stato e gli è il suo generoso perdono : quel suo atto che egli ha creduto sempre e ancora crede un generoso perdono. Ora egli guarda disperato la madre. E’ venuto di molto lontano. Molto ha camminato, ed è stanco. Egli sopporta appena il peso della sua nuova tristezza. Pare che tutto sia spento in lui. Solo ne’ suoi occhi è tutto l’amore che è mancato alla sua vita. Negli occhi della madre è tanta dolcezza. Ella sorride come se fosse china sulla culla del figlio. Le sue parole - le ultime - sono schiette e calde, come quelle di una buona confessione o di una preghiera. DONNA MARIA Sei venuto, finalmente. Giulio, Giulio... Come ti ho aspettato 1 Avevo un solo desiderio: rivederti, riabbracciarti, riaverti. Il mio gran dolore non lo sentivo quasi più. Sentivo solo questo bisogno ormai : che tu mi fossi vicino, che tu vivessi meco, che tu mi salutassi col tuo sorriso ogni mattina e ogni notte. Solo questo. Solo. Pregavo, pregavo. Domandavo questa grazia. Non domandavo altro a Dio. Ah, i lunghi giorni, le grandi notti ! Pregare, pregare, pregare; e aspettare; e non veder giungere; e temere; e sperare appena: quasi non osar di sperare. Aspettare ! Le ore passano, i giorni passano, i mesi passano. Nulla. Nulla. Nessuno giunge. Gli anni passano, e sono come i nodi del nostro dolore. Ah, le ore notturne, le grandi nemiche ! Vengono e vanno ; buie, velate, senza mostrare il volto. Noi le udiamo allontanarsi. E' come quando si ascolta, nel silenzio notturno, col cuore in gola ; e si ode un passo e si crede sia quello dell’ uomo che si aspetta ; e non è ; ed è un passo duro ; e non si ferma davanti alla nostra porta ; ed è quello di uno sconosciuto che va verso un’ altra pena o un’ altro desiderio o un’ altra gioia ; e a poco a poco si perde come un lieve suono caduto nell’ abisso di un silenzio troppo grande ; e si ha nell’ anima come un vuoto ; e la solitudine diventa quasi tangibile... Il tempo,