39 Ho tentato. Ho avuto pazienza. Ho resistito a lungo. A un tratto, non ho potuto più. MASSIMO Io non ti potevo aiutare ? GIULIO Nè tu nè altri, babbo. Il male era in me, profondo. Acuito dalla mia coscienza ? Forse. Inasprito dalla mia continua analisi ? Forse. Si, ma era in me, profondo. Tu non sai, babbo ; nessuno che non lo abbia provato può sapere questo tormento. Vedi, babbo : è come se uno per alzarsi non trovasse ove puntare le mani e i piedi. E così quando manca nella vita quello che è il sentimento fondamentale : l’amore della mamma. Non si può più costruire alcun duraturo edifizio sentimentale. E così. Resta quasi aperta una voragine nell'anima e tutti i sentimenti vi precipitano dentro e la voragine non si chiude. E’ così. Chi, fanciullo, non ha avuto le carezze della mamma, è come chi non ha avuto i primi anni il cibo necessario. La mamma muore ? E’ il maggiore dei dolori, sì. Ma il ricordo di lei conforta e consola. Basta quel ricordo, può bastare solo quello, come viatico, tutta la vita. A me manca, babbo, a me manca. E’ questo il mio male... MASSIMO Per questo hai voluto ?... GIULIO Sì, babbo. Sì. Per questo ho voluto morire. Per questo lascio oggi la tua casa. MASSIMO Giulio !... GIULIO Devo, babbo, devo. Non in odio a te. Tu sai: io ti sono buon figlio. Ti amo : tu sai. Ci incontreremo, spesso. Ti dirò le mie battaglie e le mie vittorie. Ci guarderemo negli occhi. Non sorrideremo più ; ma da quello sguardo avremo ancora forza. Saremo padre e figlio e saremo due compagni, come sempre. Ma qui no, babbo. Non posso. Questa casa mi ricorda troppo quella che mi manca. Qui no, più. Altrove il nostro amore sarà più libero. Qui manca la mamma, babbo, e qui troppo sento la mancanza di lei. MASSIMO Giulio!... GIULIO No, babbo, non piangere. Nulla ti posso rimproverare. Nulla ti rimprovero. Di nulla ti accuso. No. Tu hai agito secondo la tua verità. Hai avuto ragione. Io agisco e vivrò secondo la mia. E’ una mia necessità interiore. Addio, babbo ! Giulio ! Giulio I MASSIMO